Consumi al palo. Incertezza e risparmio rischiano di bloccare la ripresa

(Teleborsa) – Giù redditi e consumi, in aumento il risparmio precauzionale: sono i contorni della crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19 che mantiene alcune peculiarità italiane, come la tendenza ad essere “formiche”. E’ la fotografia scattata dal rapporto Confcommercio-Censis che conferma l’esistenza di una sorta di “molla” compressa per la ripresa, ma tutto dipenderà dal recupero della fiducia e dalla valutazione prospettica sul futuro: al momento si attende un 2021 di ripresa, ma ancora difficile e certamente insufficiente a recuperare le perdite del 2020.

“La pandemia si sta attenuando e ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza. Le imprese hanno bisogno di più normalità e certezze per poter pianificare le loro attività. A cominciare da sostegni più robusti che devono ancora arrivare”, sottolinea il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, aggiungendo “occorre accelerare per recuperare le perdite e rafforzare una crescita economica che è ancora troppo debole”.

Il rapporto evidenzia innanzitutto la perdita di reddito, che ha proseguito l’andamento depresso già in atto da anni per i noti problemi di produttività del nostro Paese. I lavoratori indipendenti sono stati i più colpiti dagli effetti economici della pandemia e la concentrazione delle perdite su questa categoria rischia di rallentare la ripresa. Unito all’incertezza di questo periodo il calo dei redditi ha genera un crollo dei consumi quantificabile in 1.831 euro a testa solo nel 2020 ed un aumento del risparmio precauzionale: +82 miliardi di euro nella media del 2020, di cui 66 miliardi detenuti in forma liquida.

Una pandemia che ha radicalmente cambiato abitudini e consumi. Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, dispositivi hardware (22,8%), abbonamenti a Pay Tv e piattaforme televisive in streaming (18,8%), installazione di connessioni Internet più veloci (18,7%) sono gli acquisti maggiormente “stimolati” e quasi il 18% delle famiglie ha modificato le abitudini alimentari cercando prodotti di maggiore qualità. Anche nel 2021 gli italiani continueranno a spendere per aumentare il comfort domestico: al primo posto l’acquisto di prodotti tecnologici (32,9%), seguiti da elettrodomestici e mobili per la casa (31%) e ristrutturazione dell’abitazione (28,2%).

Cresce la fiducia nel prossimo futuro, ma i pessimisti continuano a prevalere sugli ottimisti. Per la metà degli italiani, le priorità sono lavoro e fiducia: il 44,9% punta sulla salute mentre il resto – complessivamente poco più del 50% – si divide tra il tema fondamentale del ritorno al lavoro (36,4%) e quello del recupero di fiducia nel futuro (18,7%), un aspetto di fondamentale importanza per definire l’intensità della ripresa.

E per la prossima estate, il 20% ha già deciso che non andrà in vacanza, più per mancanza di risorse economiche che per la paura dei contagi e quasi la metà delle famiglie (47,4%) non ha fatto programmi a causa dell’incertezza.

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