Consorzio Elis, al via “Mindest Revolution” che farà incontrare manager di oltre 40 aziende e studenti

(Teleborsa) – “Ci attendiamo un grande coinvolgimento e una grande partecipazione da parte delle aziende e dell’istituzione accademica, a partire dagli amministratori delegati che sono i primi a mettersi in gioco”. Intervistato da Teleborsa, l’amministratore delegato di Elis, Pietro Cum – in occasione dell’apertura del nuovo anno accademico 2019/20 del Consorzio Elis, società consortile a cui aderiscono grandi imprese, Pmi, Università e centri di ricerca – ha commentato così la nomina a presidente del Consorzio di Marco Sesana, Country manager & Ceo di Generali Italia e Global Business Lines. Cum ha posto l’accento sulla “trasformazione che la tecnologia sta portando nel mondo dell’impresa” auspicando che “attraverso la formazione che Elis offrirà ai giovani, ai dipendenti aziendali e ai capi azienda, tale trasformazione venga colta a pieno in tutte le sue potenzialità”.

“Il tasso di crescita e di diffusione della tecnologia impone a tutti un modello di aggiornamento costante per acquisire nuove competenze, ma soprattutto per creare una nuova cultura digitale e generare passione nell’apprendimento e occupazione nel lungo periodo. A partire da chi ricopre ruoli apicali nelle aziende passando per le nuove generazioni e per il mondo accademico, è opportuno che si arrivi ad acquisire una mentalità rinnovata e sempre più basata sull’apprendimento continuo e sulla condivisone delle reciproche esperienze, senza più barriere o schemi troppo rigidi”, ha affermato Sesana ricevendo il testimone dall’ad di Acea, Stefano Donnarumma. Come previsto dallo statuto, ogni sei mesi Elis viene guidato da una delle aziende consorziate che fa da capofila per realizzare progetti di innovazione tecnologica o su tematiche di interesse pubblico con lo scopo di facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro e promuovere nelle aziende una cultura professionale attenta alla persona e al bene comune.

“Più di 40 aziende e 12 università hanno accolto la chiamata di Marco Sesana, in qualità di Presidente di turno del Consorzio Elis, ad attivare un motore di learning che consenta di far emergere la conoscenza e renderla disponibile a dipendenti e studenti” ha dichiarato il Direttore del Consorzio Elis, Pietro Papoff.

Agli oltre 400 ospiti presenti, Sesana ha illustrato il progetto “Mindset Revolution” in continuità con il precedente semestre e guidato dai sette pilastri del nuovo manifesto programmatico “Cittadini digitali, produttori di futuro”. “Riuscire a coinvolgere le aziende stesse, a partire dai loro amministratori delegati, per trasformare il modo in cui in azienda si lavora è il primo obiettivo del progetto” ha spiegato Cum.

A partire dall’avvio del semestre di presidenza di Generali Italia, nel corso dei prossimi 2 anni, verranno attivate quattro insiemi di iniziative formative: per i Ceo e i top manager, per i dipendenti, per i giovani universitari e per quelli delle scuole medie e superiori.

Al progetto Mindset Revolution hanno aderito 45 aziende: Accenture, Acea, Almaviva, Arriva, Atos, Banca Generali, Bnl, Capgemini, Cattolica, Cdp, Cefla, Cefriel, Challenge, Cisco, Efm, Enel, Engineering, Eni, Exs, Ferrovie Dello Stato Italiane, Gruppo Campari, Huawei, Igt (Lottomatica), Ing, Iren, Jabil, Manpower, Mashfrog, Microsoft, Mip, Movenda, Nokia, Poste Italiane, Psc, Pwc, Randstad, Sap, Sas, Siram Veolia, Snam, Tag, Tecnorad, Telepass, Terna, Tim.

Il progetto vede, inoltre, il coinvolgimento di docenti provenienti da diversi atenei: Politecnico di Torino, Università di Pisa, Università di Messina, Sapienza, Università di Reggio Calabria, Università Campus Bio Medico, Luiss, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università di Pisa, Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’, Università degli studi Milano Bicocca, Università di Salerno.

Pietro Cum, ad di Elis. Può parlarci di questa realtà?

Elis è un centro di formazione che da oltre cinquant’anni forma persone al lavoro. Questo significa comprendere come il mondo del lavoro evolve nelle dinamiche che la tecnologia porta continuamente e significa coinvolgere le aziende e gli interlocutori esterni per costruire quei percorsi di formazione professionale che formano quei profili di cui le aziende hanno bisogno e che quindi costituiscono un naturale placement per i ragazzi che si formano qui in Elis. Sono circa 2500 i giovani che ogni anno vengono avviati al lavoro e questo ci permette di costruire per ciascuno la propria vocazione professionale e quindi far cogliere a ciascuno le potenzialità che in un luogo come questo un giovane riesce ad esprimere.

Oggi nasce il progetto Mindset Revolution, di cosa si tratta?

Mindset Revolution significa comprendere come la tecnologia sta modificando non soltanto il modo in cui produciamo i nostri beni o servizi ma anche il modo in cui si lavora nelle aziende. Riuscire a coinvolgere le aziende stesse, a partire dai loro amministratori delegati, per trasformare il modo in cui in azienda si lavora è il primo obiettivo del progetto. Questo avviene anche coinvolgendo il mondo accademico, quindi il mondo della formazione dei giovani che in questa trasformazione tecnologica dovranno, poi, essere coinvolti. Quindi l’avvicinare il mondo dell’università, il mondo dell’azienda e anche il mondo dell’innovazione attraverso le startup significa coinvolgere tutti quegli interlocutori che oggi sono parte di un processo di costruzione di un vantaggio competitivo da parte delle aziende.

Dopo il passaggio di testimone con Acea, prende il via il semestre di presidenza targato Generali Italia. Quali le aspettative per Consorzio Elis?

Ci attendiamo un grande coinvolgimento e una grande partecipazione da parte delle aziende e dell’istituzione accademica, a partire dagli amministratori delegati che sono i primi a mettersi in gioco. Ci aspettiamo che attraverso la formazione che daremo ai giovani, ai dipendenti aziendali e la continua formazione per i capi azienda, la trasformazione che la tecnologia sta portando nel mondo della nostra impresa venga colta a pieno in tutte le sue potenzialità. Questo per far sì che la tecnologia non sia soltanto un fine della nostra attività ma diventi uno strumento e che al centro torni sempre più ad esserci la persona. Oggi la tecnologia rischia di spersonalizzare sia il modo in cui si lavora, sia i rapporti fra le persone stesse che vivono in un luogo di lavoro. Noi vogliamo riportare la persona al centro con tutti i suoi valori non soltanto con la sua competenza tecnologica.

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