Consob, Savona: “Italia è risorsa per Europa. Rafforzare ruolo risparmio”

(Teleborsa) – “L’ampiezza dell’impegno (della Consob) è sintetizzabile con le 101 riunioni di Commissione per esaminare le 1246 pratiche curate dagli uffici. La più importante novità è stata la chiusura di 117 siti web (223 all’11 giugno 2020) che raccoglievano risparmio in modo illegale, disposta a seguito del potere attribuitoci con Legge 58 del 28 giugno 2019”.

Così a esordito il Presidente della Consob, Paolo Savona, nel consueto discorso annuale ricordando i “21 provvedimenti per fronteggiare i problemi insorti a seguito dello scoppio della pandemia Covid-19”, fra cui quelli dell’informativa finanziaria delle società quotate, l’abbassamento delle partecipazioni rilevanti ed il divieto di vendita allo scoperto.

La crisi e le politiche monetarie e fiscali

“L’anomalia della crisi in corso”, ha ricordato Savona è che questa crisi deriva da “fattori esogeni, in gran parte metaeconomici, in quanto afferenti alla reazione alla pandemia Covid-19″ e “non è un caso di fallimento del mercato, né della politica economica”.

“Il compito di sanare le crisi che comportano nuovi costi per la collettività dovrebbe gravare sulla politica fiscale, ma, in pratica, la difficoltà e la lentezza delle sue decisioni e della loro attuazione chiamano in causa la politica monetaria, che ha anche il vantaggio di poter intervenire in modo dinamico e teoricamente illimitato”, sottolinea il Presidente.

“Si rende perciò necessario definire e attuare un nuovo assetto istituzionale che prenda in considerazione e sciolga la dipendenza tra le diverse politiche e i comportamenti dei mercati, finalizzandoli alla crescita del reddito e dell’occupazione, che resta la più efficace forma di protezione del risparmio“.

“Nell’Unione Europea è stato dedicato più impegno alle istituzioni monetarie e meno a quelle finanziarie, con decisioni ed effetti pratici che hanno penalizzato il risparmio“, ha sottolineato Savona, aggiungendo “è perciò urgente che la nostra politica avvii ufficialmente un esame della situazione esistente in materia di tutela del risparmio in tutte le sue forme”. “L’accesso del risparmio popolare – ha aggiunto – andrebbe allargato al grande complesso produttivo rappresentato dalle PMI“.

La moneta digitale

Un cenno anche alla differenziazione fra monete pubbliche e monete private (crypto currency) ed al “ritardo accumulato nel collocare la moneta e la finanza in quella che è stata definita l’Infosfera”. Al riguardo, Savona ha ricordato che “minoranze di operatori e di paesi più intraprendenti si sono mossi in questi spazi telematici, aprendo una competizione geopolitica che mette a serio rischio la cooperazione internazionale, mina il processo di pace, faticosamente difeso, e di globalizzazione economica, che ha portato libertà e benessere”.

“Le scelte da fare per affrontare la realtà tecnologica, monetaria e finanziaria possono dare vita a due diversi regimi“, ha affermato il Presidente della Consob, spiegando che il primi attua una “netta distinzione tra moneta e finanza” ed il secondo “manterrebbe le caratteristiche prevalenti del regime esistente” con “maggiori complicazioni perché conviverebbero i vecchi e i nuovi strumenti monetari e finanziari, insieme ai vecchi e nuovi metodi di loro gestione”.

“La Consob è avanti nell’esame di questa problematica e nella ricerca di soluzioni pratiche” – ha detto Savona – con una scelta che “pende verso l’affermarsi di fatto del secondo regime”. In ogni caso – ha aggiunto – “il settore privato si sta muovendo più rapidamente degli Stati, che devono colmare il ritardo”.

Italia sostenuta da export e risparmio

“Le esportazioni e il risparmio privato sono stati indicati come i punti di forza dell’economia e della società italiana. Ne consegue che la nuova architettura istituzionale va studiata in funzione del rafforzamento di queste due nostre forze, inquadrate nel nuovo contesto tecnologico e geopolitico illustrato”.

“Il modello di sviluppo dell’economia italiana che si è andato formando nel dopoguerra all’atto del passaggio dall’economia agricola a quella industriale è del tipo export-led, trainato dalle esportazioni”, ha ricordato Savona, ricordando che “esse hanno rappresentato la via di uscita alla crisi del 2008 ma, essendo pari a quasi un terzo del PIL, non hanno dimensione sufficiente per imprimere una spinta a una maggiore crescita del reddito e dell’occupazione se non accompagnate da un’incisiva ripresa degli investimenti pubblici e privati, sovente invocata, ma altrettanto sovente non attuata”. “Non è avventato affermare – ha rimarcato – che la capacità competitiva dell’area esportatrice resterà solida anche dopo lo shock pandemico“.

Il risparmio italiano ha mostrato storicamente una forte resilienza agli shock”, ha sottolineato il Presidente della Consob, ricordando che “a fine 2019 le famiglie italiane disponevano di una ricchezza immobiliare, monetaria e finanziaria, al netto dell’indebitamento, pari a 8,1 volte il loro reddito disponibile, di cui il 3,7% in forma di attività finanziarie, per un ammontare di 4.445 miliardi di euro”.

Gli italiani sono tutt’altro che cicale, come una distorta pubblicistica tende a sostenere, mentre sono formiche che lavorano per sostenere molte cicale estere”, denuncia Savona, aggiungendo che il nostro Paese non rappresenta un problema finanziario per il resto dell’Europa e del mondo, ma una risorsa di risparmio a cui l’estero attinge in diverse forme per la sua crescita”.

“La solidità e resilienza del risparmio italiano è tuttavia condizione necessaria, ma non sufficiente perché affluiscano risorse verso il capitale produttivo, che resta la migliore condizione per un’efficace tutela”, sottolinea il Presidente, concludendo che è da escludere un ulteriore innalzamento del debito pubblico e privato ed “auspicabile” agire in due direzioni: emettere obbligazioni pubbliche irredimibili e agevolare la formazione di capitale di rischio in sostituzione dell’indebitamento.

La proposta di una Consulta pubblica

Per Savona, “sarebbe utile, anzi doveroso, costituire una Consulta pubblica, composta da studiosi e operatori dotati di conoscenze teoriche e professionali elevate, a cui affidare il compito di definire entro l’anno un documento operativo per dare vita a una nuova architettura istituzionale meglio capace di proteggere il risparmio e incanalarlo verso l’attività produttiva”.

“Con l’occasione – ha aggiunto – si dovrebbe incorporare nella proposta l’obiettivo di raggiungere la frontiera più avanzata della tecnologia, tenendo conto degli equilibri geopolitici che si vanno formando”.

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