Consob, nel 2020 aumentano ricorsi e risarcimenti per controversie finanziarie

(Teleborsa) – L’anno segnato dalla pandemia ha fatto registrare volumi in crescita per quanto riguarda i ricorsi e i risarcimenti per controversie finanziarie in Italia e quindi per le attività dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), l’organo istituito dalla Consob per la risoluzione delle controversie tra investitori retail e intermediari.

Secondo la relazione annuale dell’ACF (costituito nel 2016), nel 2020 sono stati 1.772 i ricorsi ricevuti, con un incremento del 5,6% rispetto a quelli pervenuti nel 2019. In particolare, nel corso degli ultimi tre mesi dell’anno si è registrato un trend al rialzo, con 560 ricorsi ricevuti, corrispondenti a circa un terzo del totale dei ricorsi dell’anno.

Sono risultati prevalenti i ricorsi provenienti da soggetti residenti nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole (44,6%). Tra tutte spicca la Puglia, che anche nel corso del 2020 ha conquistato il primato per maggior numero di ricorsi fatti pervenire (455, pari al 25,7% del totale). A livello provinciale il primato è di Bari con 325, ma è notevole anche quello della provincia di Forlì – Cesena, dalla quale sono pervenuti 120 ricorsi, pari a oltre la metà dei ricorsi complessivi dell’Emilia Romagna.

Il 97,6% dei ricorsi provengono da persone fisiche, a fronte del 2,4% di società ed enti). Su un totale di 1.730 ricorsi trasmessi da persone fisiche, 1.113 sono stati uomini (64,3%), 617 donne (35,7%). Il maggior numero di ricorrenti si colloca nelle fasce di età 55-64 anni (25,4%) e 65-74 anni (25,1%). Tutt’altro che trascurabile la percentuale degli over 75 (18,4%), dato che il report interpreta come “segno di una forte concentrazione della ricchezza finanziaria tra i risparmiatori meno giovani e di una tuttora molto scarsa capacità da parte delle nuove generazioni di produrre risparmio pensando al loro futuro”.

Quanto ai risarcimenti richiesti, anche nel 2020 il valore medio è rimasto a livelli elevati, come già registratosi negli anni precedenti, e ha sfiorato i 64.000 euro, per un totale di oltre 97 milioni di euro. L’importo minimo richiesto è stato di 94 euro, quello massimo di 500.000 euro, corrispondente al limite entro cui l’ACF è competente. L’anno scorso è quasi raddoppiato (+81,5% rispetto al 2019) il valore complessivo dei risarcimenti riconosciuti ai risparmiatori, passati dai 15,7 milioni di euro del 2019 ai 28,5 milioni del 2020, con una media procapite di circa 40.000 euro. È salito così a 84,4 milioni il totale dei risarcimenti riconosciuti dall’ACF nel quadriennio 2017/2020.

I ricorsi che nel 2020 hanno superato il vaglio di ammissibilità/ricevibilità sono stati 1.534, pari all’86,6% del totale, mentre 238 ricorsi sono stati dichiarati inammissibili/irricevibili (pari al 13,4% del totale). Si tratta di un dato apprezzabilmente in decrescita – osserva ACF – considerato che nel 2019 i casi di inammissibilità/irricevibilità erano stati pari al 16,2% del totale e, negli anni precedenti, si erano collocati su una soglia superiore al 20% del monte ricorsi totale.

I ricorsi pervenuti nel 2020 hanno in prevalenza riguardato, dato in linea con gli anni passati, la prestazione dei servizi di consulenza, di collocamento di strumenti finanziari e di esecuzione di ordini per conto dei clienti. Il principale fattore di criticità nelle dinamiche relazionali tra cliente e intermediario, osserva l’ACF, è la “sistematica frequenza” da parte degli intermediari a ritenere troppo spesso sufficiente, ai fini dei suoi obblighi previsti dalla normativa, l’adempimento solo formale di tali obblighi – ad esempio, con la semplice messa a disposizione della documentazione nella fase precontrattuale – “senza, però, perseguire in concreto l’obiettivo di realizzare anche il miglior interesse del cliente stesso“.

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