Consob, cala ricchezza famiglie. Cresce risparmio precauzionale

(Teleborsa) – Con la pandemia cresce la vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane. Lo sottolinea il sesto rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, secondo cui circa il 30% degli intervistati dichiara di non essere in grado di fronteggiare una spesa inattesa di 1.000 euro, mentre poco più del 30% dichiara di aver visto il proprio reddito ridursi (temporaneamente o permanentemente) nell’ultimo anno.

La crisi innescata dalla pandemia – evidenzia il rapporto – ha evidenziato un incremento del risparmio precauzionale e una rinnovata preferenza per la liquidità. Nel primo trimestre del 2020, rispetto alla fine dell’anno precedente, la ricchezza delle famiglie è rimasta sostanzialmente stabile nell’eurozona mentre è lievemente calata in Italia. Sul fronte delle passività, le famiglie italiane continuano a caratterizzarsi per un più basso livello di indebitamento nel confronto europeo mentre il tasso di risparmio, dopo essersi attestato a un valore di poco superiore al 10% nel 2019, dovrebbe aumentare nell’anno in corso di oltre 6 punti percentuali secondo una dinamica, analoga a quella osservata nell’area euro, verosimilmente legata al movente precauzionale.

Gli investimenti sostenibili sono strumenti ancora poco conosciuti per gli italiani. I dati dell’Osservatorio su conoscenze, possesso e attitudini degli investimenti sostenibili e socialmente responsabili (SRI) mostrano, infatti, che si tratta di alternative ancora poco conosciute. Nel 2020, meno del 30% degli investitori dichiara di conoscere gli SRI sebbene tale quota risulti in crescita rispetto alle rilevazioni precedenti. Tale percentuale sale al 70% circa se si considerano coloro che dichiarano di averne sentito parlare, sia pure approssimativamente.

Più del 60% del campione intervistato ha mostrato preoccupazione per il mantenimento dell’attuale tenore di vita dopo il pensionamento, ammettendo di non avere una visione chiara degli elementi rilevanti per la quantificazione delle risorse a cui avrà accesso dopo l’uscita dal mondo del lavoro. La pianificazione finanziaria sembra ancor meno diffusa con riferimento agli obiettivi previdenziali: meno del 20% degli intervistati dichiara infatti di sapere quanti anni dovrà lavorare prima di poter andare in pensione, a quanto ammonterà la propria pensione mensile e quanto dovrebbe risparmiare per mantenere l’attuale tenore di vita.

Nel 2020 la partecipazione ai mercati finanziari da parte delle famiglie italiane e’ lievemente aumentata rispetto all’anno precedente passando dal 30% al 34%. E’ quanto emerge dal sesto rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. Dopo la liquidita’, i fondi comuni d’investimento e i titoli di Stato risultano le attivita’ piu’ diffuse. Rispetto al 2010, nell’arco di 10 anni, si e’ assistito a cambiamenti significativi, per effetto del progressivo calo del peso delle obbligazioni emesse da intermediari finanziari e del contestuale incremento della quota riferita ai fondi comuni di investimento. Negli ultimi 10 anni, inoltre, e’ cresciuta la quota di titoli oggetto di consulenza, raggiungendo il 90% per derivati e quote di fondi comuni. Nello stesso periodo, e’ quasi raddoppiato l’ammontare di titoli oggetto di gestione patrimoniale su base individuale, nella maggior parte dei casi fornito da Sgr; a marzo 2020 il 33% del portafoglio risulta costituito da titoli di Stato domestici. Con riferimento alle gestioni collettive, i fondi comuni aperti di diritto italiano sono principalmente di tipo obbligazionario o flessibile, mentre le masse gestite da fondi monetari si sono quasi azzerate negli ultimi 10 anni. La composizione del patrimonio vede una netta prevalenza delle obbligazioni pubbliche e private (56%), a fronte del 18% e del 26% riferibili, rispettivamente, ad azioni e quote di fondi comuni.

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