Consip, Corte Conti: ok obiettivi semplificazione e risparmio spesa

(Teleborsa) – Consip – società per azioni, istituita nel 1997 e partecipata al 100 per cento dal Ministero dell’economia e delle finanze – ha perseguito gli obiettivi di semplificazione amministrativa e risparmio di spesa, fornendo alle amministrazioni strumenti e competenze per gestire i propri acquisti e stimolando le imprese al confronto competitivo con il sistema pubblico.


È quanto emerge dalla Relazione approvata dalla Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti che ha favorevolmente evidenziato il progressivo ridimensionamento quantitativo medio delle gare Consip con il conseguente frazionamento in più lotti dell’oggetto di talune gare di dimensioni particolarmente ampie, al fine di ridurre le negative conseguenze dell’eccessivo dimensionamento sia sui tempi di aggiudicazione sia sul sorgere di intese anticoncorrenziali tra le imprese dominanti nel settore merceologico proprio della gara, sia, infine, sull’aumento del contenzioso.

Sotto questo ultimo profilo, la Corte ha valutato positivamente l’introduzione della previsione del patrocinio dell’Avvocatura generale dello Stato per le gare del Programma di razionalizzazione, per le quali in precedenza Consip si avvaleva di avvocati del libero foro.

La Corte, pur ribadendo le criticità insite nel modello accentrato di acquisto (sia per la circoscritta libertà di scelta del contraente da parte delle singole amministrazioni, sia per il rischio di restringere l’accesso al mercato alle sole imprese di grandi dimensioni) ha evidenziato come tale modello consenta un innalzamento del livello di qualità delle procedure, dipendente dalla maggiore professionalizzazione dei buyer, e costituisca un valido strumento di razionalizzazione della spesa che rende possibili rilevanti economie di scala e realizza un opportuno rafforzamento del potere contrattuale dal lato della domanda pubblica.

Con riferimento ai principali dati contabili e finanziari, la Corte ha osservato che dalla gestione economica, a fine 2019, emerge un utile di 7.396.184 euro, con un incremento del 27,53 per cento rispetto al precedente esercizio in cui era stato di 5.799.757 euro, dovuto al miglioramento del saldo della gestione operativa, con una riduzione dei costi superiore alla riduzione dei ricavi.

Il patrimonio netto ammonta a 40,24 milioni con un incremento rispetto al 2018 di 5,20 milioni, pari al 14,84 per cento rispetto all’esercizio precedente (quando ammontava a 35,04 milioni). I debiti risultano pari a 47,28 milioni, in aumento del 33,11 per cento rispetto al 2018, esclusivamente per maggiori posizioni sul breve termine.

Il flusso finanziario della gestione reddituale aumenta a 12,60 milioni (7,71 milioni nel 2018). Al netto delle attività di investimento e di quelle di finanziamento (entrambe di segno negativo), le disponibilità liquide ammontano conseguentemente a 8,42 milioni, superandosi il risultato negativo di 7,91 milioni registrato nel 2018.

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