Consiglio europeo, Draghi: “Pieno sostegno a Ue su stretta export vaccini. Basta inganni”

(Teleborsa) – Le strategie per affrontare la pandemia di Covid-19 con un focus particolare sul piano vaccini e sulla proposta del certificato verde digitale – contenente le informazioni sull’eventuale vaccinazione e sui test effettuati con risultato negativo – avanzata dalla Commissione europea per facilitare, in vista dell’estate, la circolazione dei viaggiatori all’interno dell’Ue. Questi alcuni dei principali temi al centro del Consiglio europeo di primavera. Il vertice si è svolto ieri in videoconferenza ed è stato presieduto da Charles Michel in collegamento da Bruxelles con le capitali e ha visto la partecipazione anche del presidente americano, Joe Biden, per confermare la ritrovata alleanza translantica, anche sul fronte dei vaccini.

RIPARTIZIONE DEI VACCINI
– Nel documento conclusivo del vertice Ue i capi di Stato e di Governo hanno confermato il principio “della ripartizione delle dosi in base alla popolazione”. I leader dei Ventisette, nelle conclusioni del vertice, hanno invitato il Coreper “ad affrontare la questione dell’assegnazione delle 10 milioni di dosi di BioNTech-Pfizer anticipate al secondo trimestre del 2021 in uno spirito di solidarietà”. La dichiarazione finale dei leader è cambiata rispetto alla bozza iniziale, inserendo, come chiedeva l’Austria insieme ad altri Paesi, un passaggio sulla questione, che divide gli Stati membri da un po’ di tempo. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha tenuto il punto nella sua protesta sul metodo per la ripartizione delle dosi, a suo dire “iniquo e corrotto”. Dopo aver preso nelle settimane scorse il timone del gruppetto degli scontenti (formato da Austria, Repubblica Ceca, Slovenia, Bulgaria e Lettonia), il cancelliere si è presentato al cospetto degli altri capi di Stato e di governo Ue senza nessuna voglia di mediare. I 10 milioni di dosi di vaccino anticipate alla Commissione da Pfizer per il secondo trimestre, secondo la sua tesi, devono andare a chi ne ha più bisogno. Quindi, ha sostenuto, anche all’Austria colpita dai ritardi di consegna di AstraZeneca. Altrimenti, Vienna porrà il veto. Affermazioni che hanno fatto salire la tensione in videoconferenza, con gli altri leader, inclusa la tedesca Angela Merkel, che hanno messo in dubbio la reale necessità dell’Austria di ricevere ulteriori dosi. Uno scetticismo suffragato dai numeri: fin qui, l’Austria ha vaccinato 14,6 persone ogni 100 residenti, al di sopra della media Ue di 13,6, secondo i dati dell’Ecdc. Inoltre, spiegano alcune fonti Ue, ad essere più in difficoltà sono i Paesi dell’Europa orientale, che hanno fatto più affidamento degli altri sul vaccino di AstraZeneca. Durissima la replica del presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, il primo a ribattere al cancelliere austriaco sul cambiamento nel modo di allocare le dosi. Draghi ha affermato che il cancelliere stava indebolendo l’Europa dall’interno, in un momento nel quale c’è bisogno di stare uniti. “Kurz – ha assicurato Draghi – non otterrà una sola dose in più di quelle che spettano all’Austria in base alla chiave di distribuzione pro quota”.

QUESTIONE ASTRAZENECA – “I cittadini europei hanno la sensazione di essere stati ingannati da alcune case farmaceutiche, penso soprattutto ad AstraZeneca” ha affermato Draghi, durante il Consiglio europeo. Ad essere particolarmente penalizzati nella campagna vaccinale sono, infatti, quei Paesi che, come l’Italia, hanno puntato maggiormente sul siero anglo-svedese. Da qui l’ultimatum lanciato dal Consiglio europeo ad Astrazeneca. “AstraZeneca deve recuperare sui suoi ritardi con gli Stati membri prima di potersi impegnare di nuovo nell’esportazione di vaccini” ha sentenziato la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen. Dopo i tagli e i ritardi dei mesi scorsi, la casa farmaceutica dovrà rispettare i patti, perché ora l’Unione si è attrezzata con le armi per difendersi. A partire dal meccanismo di autorizzazione all’export, che nella sua ultima versione rafforzata, seppur col richiamo alle cautele da parte di alcuni, ha riscosso il consenso generale e il “pieno sostegno” di Draghi.

MECCANISMO EXPORT VACCINI – “Ho presentato ai leader – ha riferito von der Leyen ieri sera durante la conferenza stampa online sui risultati del vertice – le ultime modifiche al meccanismo per la trasparenza e l’autorizzazione alle esportazioni di vaccini anti Covid-19. Ieri la Commissione ha aggiunto al campo di applicazione di questo meccanismo i criteri di reciprocità e proporzionalità. Per essere molto chiari: vogliamo assicurarci che l’Europa riceva la sua giusta quota di vaccini. Perché dobbiamo essere in grado di spiegare ai nostri cittadini che se le aziende esportano i loro vaccini in tutto il mondo, è perché stanno onorando pienamente i loro impegni, e che quindi non si mette a rischio la sicurezza dell’approvvigionamento nell’Unione europea. E diciamola giusta: l’Unione europea può essere orgogliosa, ed è orgogliosa, di essere la terra dei produttori di vaccini, che non solo li consegnano ai cittadini europei, ma li esportano in tutto il mondo. all’avvio del meccanismo sull’autorizzazione all’esportazione, il primo febbraio, sono state accolte più di 380 richieste di esportazione di vaccini in 33 paesi diversi. E solo una richiesta è stata rifiutata, quella della partita italiana di AstraZeneca destinata all’Australia. Complessivamente, ad oggi, il numero totale di esportazioni dall’Unione Europea è arrivato a 77 milioni di dosi. Ciò dimostra che l’Europa è la regione che esporta il maggior numero di vaccini in tutto il mondo. E continueremo ad esportare, anche attraverso il Covax (il programma internazionale che finanzia l’accesso ai vaccini per paesi a reddito medio-basso, ndr), e per proteggere gli operatori umanitari e sanitari in tutto il mondo”.

IMPEGNO CON BIDEN PER GARANTIRE ACCESSO VACCINI – “È stato un Consiglio eccezionale con la partecipazione di Biden. L’ultima volta fu undici anni fa con Barack Obama” ha dichiarato Michel, nella conferenza stampa al termine del vertice. “Abbiamo avuto l’occasione di sentire la visione del presidente sulla futura collaborazione tra Ue e Usa. È stata l’occasione per noi – ha aggiunto Michel – per esprimere il nostro impegno per l’Alleanza atlantica. Abbiamo identificato i temi su cui ci impegniamo insieme in particolare sulla necessità di garantire accesso ai vaccini e alle catene di approvvigionamento. Il commissario europeo Thierry Breton e la sua task force sono in contatto con l’amministrazione statunitense per garantire gli approvvigionamenti necessari per produrre più dosi”. “Con il presidente Biden – ha detto von der Leyen – c’è stato un ottimo scambio di vedute. Ue e Stati Uniti sono entrambi produttori di vaccini, è nell’interesse comune collaborare per garantire il funzionamento delle catene di approvvigionamento. Gli Usa sono un partner importante, di valore per noi, dobbiamo creare una nuova agenda Ue-Usa per cogliere nuove opportunità. L’Ue vuole certezze sulle proprie dosi. Vogliamo essere certi di avere la parte di vaccini che ci compete, perché dobbiamo poter spiegare ai cittadini che se le società esportano i vaccini al resto del mondo è perché stanno rispettando integralmente gli impegni presi e non c’è rischio per la sicurezza degli approvvigionamenti in Ue. Abbiamo un forte interesse ad espandere la produzione di vaccini nell’Unione europea per essere preparati per il prossimo anno e per il momento in cui dovremo rilanciare l’immunità contro il Covid o le sue varianti. È nostro interesse intensificare la cooperazione e investire nelle case farmaceutiche affidabili, che hanno dimostrato di poter aumentare la produzione e onorare il loro contratto, perché in tempi di pandemia è la strada giusta da percorrere”.

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