Consiglio di Stato, annullata la chiusura dell’Ospedale San Giacomo di Roma

(Teleborsa) – La chiusura dell’Ospedale San Giacomo di Roma è illegittima in quanto sull’immobile vi è un vincolo di destinazione imposto alla fine del 1500 dal Cardinale Antonio Maria Salviati. È quanto ha deciso il Consiglio di Stato annullando, con sentenza pubblicata in data odierna, la decisione della Regione Lazio di chiusura dell’Ospedale San Giacomo. Una sentenza che accoglie le ragioni di Oliva Salviati, discendente del Cardinale che nel 1593 dono` alla citta` di Roma l’immobile sede dell’Ospedale San Giacomo, vincolandolo per testamento alla destinazione ospedaliera.

Il ricorso, patrocinato dall’avvocato Isabella Maria Stoppani, si e` basato sull’illegittimita` della chiusura di servizi essenziali di altissima qualita`, essendo l’Ospedale San Giacomo inserito nel Piano Emergenza Massimo Afflusso Feriti. “Era stato omesso – spiega l’avvocato Stoppani – il riferimento alla circostanza che sull’immobile insiste un vincolo di destinazione imposto alla fine del 1500 dal Cardinale Antonio Maria Salviati. La sentenza ha riconosciuto l’interesse morale, giuridicamente qualificato della ricorrente, a che l’Ospedale San Giacomo sia utilizzato come Ospedale, nel rispetto della volonta` del suo avo”.

La difesa della duchessa Salviati ha messo in evidenza la “contraddittorieta` e illogicita` dei provvedimenti impugnati, dimostrata anche dagli ingentissimi investimenti, in attrezzature e personale, effettuati proprio a ridosso della chiusura, quasi a voler predisporre poi una giustificazione di eccessiva onerosita` nel rapporto personale/pazienti ed il vuoto di assistenza territoriale”. La decisione rileva che, in conformita` al Piano di Rientro Commissariale, si sarebbe potuto tutt’al piu` ridurre in piccola parte i posti letto esistenti.

Riguardo alla pretesa inefficienza della gestione, la sentenza chiarisce che “la regola costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione non puo` avallare lo smantellamento di un servizio pubblico ospedaliero senza alcuna preventiva analisi ed adeguata motivazione in relazione al superamento dell’inefficienza e in particolare alla valutazione dell’interesse pubblico e degli interessi degli assistiti nel territorio”.

“La decisione – sottolinea Stoppani – ha ritenuto viziata la discrezionalita` amministrativa laddove ha mutato la storica destinazione dell’immobile sottraendolo alla sua finalita` pubblica e cio` anche a prescindere dall’adombrato sospetto che scopo della legge regionale 14/2008 e del provvedimento commissariale fosse quello di utilizzare l’immobile come mere rendite patrimoniali. La sentenza ritiene, infine, dimostrato che l’asserita riorganizzazione della rete ospedaliera non poteva ignorare le esigenze assistenziali del territorio e che la chiusura dell’attivita` del S. Giacomo, comunque, generava un vuoto di assistenza“.

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