Confindustria, primi segnali di ripresa: nel II trimestre PIL di nuovo in positivo

(Teleborsa) – L’economia italiana intravede la risalita dalla crisi, con il PIL più vicino al rimbalzo grazie ai primi allentamenti delle restrizioni anti-Covid: nel II trimestre ci si aspetta un “piccolo segno positivo”, dopo la lieve contrazione del primo. È quanto ha previsto il Centro Studi Confindustria (CSC) nel suo report Congiuntura Flash in cui ha sottolineato che il forte rimbalzo si avrà invece nel III trimestre “grazie al crescere delle vaccinazioni”. Dal Recovery Plan arriverà un aiuto alla ripresa invece già nella seconda metà del 2021.

Nel report si sottolinea che anche consumi sono pronti a ripartire. Recupero anche degli investimenti mentre la risalita dell’export risulta ancora “accidentata” ma con prospettive positive per i mesi primaverili. L’Italia, con un ampio gap tra servizi e industria, meno occupati, ma anche tassi di interesse ai minimi, è in linea con l’Eurozona, che procede a velocità ridotta. Entrando nel dettaglio, il CSC ha riportato che nell’industria il PMI è salito a 59,8 a marzo e la produzione è stimata in crescita già nel I trimestre (+1,0%), pur con forte eterogeneità settoriale. Il nodo restano, finora, i servizi, dove l’attività è ancora in flessione (PMI sceso a 48,6); la graduale riapertura, nelle prossime settimane, di diverse attività terziarie induce a prevedere un progressivo ritorno in territorio positivo. Per quel che riguarda l’occupazione, invece, il rapporto ha segnalato che a marzo 2021 ci sono 896mila occupati in meno rispetto a febbraio 2020: i più colpiti risultano essere i lavoratori a tempo determinato (-9,4%) e gli autonomi (-6,6%).

Il mondo, invece, è già ripartito: crescono gli scambi mondiali e negli USA il recupero è ben avviato – a marzo il mercato del lavoro USA ha registrato la creazione di ben 916mila posti di lavoro, con l’occupazione in netto recupero rispetto ai livelli registrati a marzo e aprile 2020 – mentre alcune commodity frenano rispetto ai massimi. In particolare, prosegue l’espansione del commercio mondiale (+0,3% a febbraio), ben sopra i livelli pre-crisi. La crescita è trainata dagli scambi dei paesi asiatici e della Cina in particolare. Il CSC vede prospettive in miglioramento, come segnalano gli ordini esteri globali (PMI salito a 52,4 a marzo). Per quel che riguarda invece le commodity, la risalita del prezzo del Brent sembra essersi esaurita in aprile: 64 dollari al barile in media, precisamente ai livelli pre-Covid. Già a marzo le commodity agricole mostravano un’interruzione del trend rialzista (grano -1,5%), mentre per i metalli proseguiva il rincaro (rame +6,1%).

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