Confindustria: l’incertezza politica rimane molto elevata

(Teleborsa) – Nello scenario globale e italiano prevalgono segnali di tenuta. L’incertezza politica rimane molto elevata, a causa sia delle incognite della Brexit (una partita difficile e tutta da giocare) sia degli appuntamenti elettorali europei; però qualche fonte di instabilità, effettiva o potenziale, è venuta meno. Soprattutto, i dati quantitativi e qualitativi puntano a una crescita senza cedimenti, in alcuni casi perfino con maggior slancio, anche se a livello mondiale è modesta e molto difforme tra paesi, specie europei. Nel complesso, l’aumento della domanda internazionale resta fiacco, sebbene con una ricomposizione geografica più favorevole: verso USA e UE, mercati noti e vicini rispetto agli emergenti.

Il PIL italiano nei mesi estivi è tornato ad avanzare anche più dell’atteso; un risultato replicabile in autunno? Non secondo gli indici anticipatori. E’ quanto rileva Confindustria nella consueta analisi mensile del suo centro studi (Congiuntura flash). Per il 2017 la Legge di bilancio fornisce un buon impulso, ricorrendo a maggior deficit e facendo potentemente leva sugli investimenti privati (oltre che rimpinguando quelli pubblici). Il Governo valuta in 0,4 punti percentuali la crescita addizionale; ma potrebbe essere maggiore se i sostegni fiscali generassero acquisti di macchinari e impianti aggiuntivi, come i nuovi giudizi sugli ordini suggeriscono. Rimangono l’incognita dell’esito del referendum costituzionale e la partita aperta del credito bancario alle imprese: le condizioni di erogazione rimangono molto strette e l’ammontare dei prestiti continua a diminuire.

La manovra presentata dal Governo avrà un effetto negativo sui conti pubblici di 0,7 punti di PIL nel 2017, facendo salire il deficit al 2,3% del PIL (dall’1,6% previsto in assenza di interventi); è possibile che il Governo riveda al 2,2% l’obiettivo del 2017, in risposta alle pressioni della Commissione europea. Sull’economia la manovra è, quindi, espansiva, anche perché evita gli aumenti dell’IVA. Secondo le stime del Governo, la Legge di bilancio, che è costituita da 26,7 miliardi di maggiori impieghi, dovrebbe elevare il PIL di 0,4 punti percentuali. Somma algebrica di misure espansive, che danno un impulso di 0,7 punti, e provvedimenti restrittivi, che sottraggono 0,3 punti alla crescita dell’anno prossimo. Gli 0,7 punti derivano da: 0,3 punti dalla sterilizzazione degli aumenti IVA (che assorbe 15,6 miliardi), 0,3 dai maggiori investimenti pubblici e privati e altre misure per accrescere la competitività (a cui sono destinati circa 2,5 miliardi) e 0,1 punti da pubblico impiego, pensioni e famiglia (3,7 miliardi). I provvedimenti di copertura sono dati soprattutto da tagli alla spesa dei ministeri e lotta all’evasione.

Nell’economia americana hanno accelerato manifatturiero e terziario, con gli ordini che garantiscono ulteriori progressi.
La Cina tiene diligentemente il ritmo pianificato. Gli altri BRIC registrano miglioramenti, soprattutto Brasile e Russia che hanno vissuto pesanti recessioni. La Germania, cartina di tornasole della congiuntura internazionale, avanza a un passo ben superiore al previsto. Gli altri fattori esterni hanno nell’insieme quasi esaurito la spinta propulsiva: il cambio effettivo ha perso un po’ di terreno, ma resta rivalutato rispetto a inizio 2016; i tassi a lunga sono in risalita (effetto anche dell’atteso rialzo FED e di un po’ di inflazione); il rincaro dei prezzi delle materie prime (petrolio in testa) toglie potere d’acquisto.

Confindustria: l’incertezza politica rimane molto elevata