Confindustria: giudizio critico su dl fiscale, norme lotta evasione penalizzano imprese

(Teleborsa) – Giudizio critico di Confindustria sul dl fiscale che accompagna la Manovra. Gli industriali, in occasione di un’audizione in commissione Finanze alla Camera esprimono una “valutazione negativa” sul provvedimento e in particolare sulle misure di contrasto all’evasione fiscale.

“La nostra è valutazione è una valutazione negativa del provvedimento”, afferma il Direttore Generale di Confindustria, Marcella Panucci, a margine dell’audizione. In particolare, aggiunge, gli industriali sono critici “sugli strumenti per la lotta all’evasione fiscale, la riforma delle norme penali tributarie, la confisca, la 231, su cui – dice Panucci – abbiamo un’opinione molto, molto, critica sia sul merito sia sul metodo”. Inoltre, prosegue, “c’è il tema delle ritenute fiscali negli appalti perché è un modo per scaricare gli oneri sia finanziari sia burocratici sul mondo delle imprese in una maniera che oggettivamente diventa insostenibile per le imprese che hanno rapporti di fornitura, appalto e così via, che poi sono la totalità delle imprese italiane”.

Secondo Confindustria “contrastare efficacemente l’evasione fiscale è opera complessa” e richiede “azioni più meditate di quelle oggi sul tavolo, dettate, in larga parte, dall’urgenza di reperire risorse finanziarie”.

Secondo Panucci da un lato “occorrono interventi che non si limitino a minacciare il carcere come unica risposta sanzionatoria, ma che disegnino pene, anche severe, in funzione del disvalore sociale della condotta e delle oggettive caratteristiche e condizioni di chi la mette in atto”. Per contrastare il fenomeno dell’evasione, per Confindustria, “molto più efficace sarebbe continuare a puntare sui moderni strumenti elettronici che, dalla fatturazione ai pagamenti, possono rivelarsi una carta vincente, purché realizzino ciò che promettono, a partire dalla semplificazione degli adempimenti”.

Tra le altre maggiori criticità per le imprese, Confindustria segnala la nuova disciplina di responsabilità solidale del committente. Panucci sottolinea che “ha un ambito applicativo molto esteso, ricomprendendo tutti i casi di esecuzione di una opera o di un servizio, anche al di fuori di un contratto di appalto”.

Vengono, inoltre, chiesti correttivi alla disciplina penale-tributaria e interventi in materia di responsabilità amministrativa degli enti. Per Panucci, sarebbe stato più opportuno introdurre criteri di rilevanza proporzionali alla dimensione di impresa in materia di omessi versamenti IVA e ritenute, un fenomeno “riconducibile più a difficoltà finanziarie che non alla volontà di mettere in atto condotte criminali meditate a monte”. “Sarebbe stato più opportuno – aggiunge – anche in un’ottica di bilanciamento dell’intervento, depenalizzare queste fattispecie di reato”. Anche la confisca allargata mal si concilia con condotte illecite di natura tributaria”, ma soprattutto “preoccupa l’effetto dirompente che avrebbe sulle imprese l’applicazione, in sede cautelare, del sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata”.

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