Confindustria: “È il momento di un whatever it takes della politica economica”

(Teleborsa) – L’emergenza coronavirus può trasformarsi in un’occasione perché Italia ed Europa applichino quelle politiche coraggiose che in tempi ordinari non hanno avuto il coraggio di fare, “whatever it takes”.

È con la nota citazione di Mario Draghi che Confindustria lancia il suo appello alla politica nazionale di fronte all’epidemia da Covid19, chiedendo ai governi un “chiaro indirizzo nell’allocazione delle risorse e degli effetti da realizzare“.

Questo deve essere il momento dell’ambizione e del coraggio per reagire, rilanciare e trasformare l’Italia e l’Europa in chiave moderna“, si legge nel documento “Assi portanti di azione e reazione all’arretramento dell’economia”.

Secondo l’associazione degli industriali bisogna farlo “mantenendo il primato di area più ricca del mondo, che garantisca benessere diffuso ai propri cittadini, li protegga dalle minacce esterne e continui ad assicurare una pace duratura. Se questa occasione non verrà colta, si correrà il rischio che le traiettorie economiche e sociali dei Paesi UE divergano in misura insostenibile“.

Confindustria ritiene che sia giunto il momento per l’economia italiana ed europea di un “whatever it takes della politica economica, che abbia però un chiaro indirizzo nell’allocazione delle risorse e degli effetti da realizzare per contenere e compensare gli effetti dell’arretramento della domanda privata evidenti e conseguenti a quanto sta accadendo. Per far questo, riteniamo indispensabile un’ampia convergenza nazionale sugli obiettivi tra forze politiche, Governo, istituzioni territoriali e parti sociali“.

L’estensione del contagio del coronavirus e le misure restrittive e di contenimento sanitario adottate negli ultimi tempi “mettono a serio rischio le prospettive di crescita a medio termine dell’Italia e dell’Europa intera“, rileva Confindustria.

Per l’associazione l’impatto sull’economia “sarà rilevante” se questa situazione non sarà fronteggiata in “tempi rapidi” e “con misure e strumenti non convenzionali”.

“L’auspicio – si legge ancora nel documento – è che il lavoro comune che Governo e parti sociali stanno avviando possa portare a una normalizzazione dell’emergenza sanitaria, potenziando i reparti di terapia intensiva e circoscrivendo al massimo gli effetti, evitando però allarmismi infondati e percezioni errate anche sul piano della comunicazione”.

Confindustria ricorda che la crisi finanziaria del 2008 e quella economica che ne è seguita sono state gestite attraverso le “misure straordinarie messe in campo dalle banche centrali, oltre che con pacchetti di stimolo fiscale che solo i Paesi più lungimiranti, in particolare gli USA, hanno saputo implementare“.

La politica monetaria, che pure ha svolto un ruolo decisivo in Europa dopo il 2011, “oggi deve essere affiancata da un set più ampio e articolato di strumenti e nuovi approcci di politica economica – aggiunge viale dell’Astronomia – ai banchieri centrali devono affiancarsi i governi nazionali e l’UE, con misure forti che sostengano l’economia e permettano di cogliere l’occasione per accelerare la transizione del nostro modello economico e sociale verso gli obiettivi fissati dalla stessa commissione europea”.

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