Confindustria, Bonomi: “Taglio Irap deve essere priorità per il Governo”

(Teleborsa) – “Tagliare l’Irap, pagare i debiti della Pubblica amministrazione alle imprese private, sbloccare i fondi già finanziati per le opere pubbliche”. Sono queste, per il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, le tre misure prioritarie che il Governo dovrebbe varare per sostenere il sistema produttivo di fronte alla sfida del Covid-19.

“Le risorse economiche promesse non sono arrivate e l’effetto sull’economia è inesistente” ha sottolineato, ieri sera, Bonomi a Piazza Pulita su La7. In particolare, il presidente di Assolombarda ha ribadito la necessità di un “doveroso taglio dell’Irap”. Un intervento che “vale 9 miliardi e – ha spiegato Bonomi – potrebbe fatto in occasione degli acconti di giugno. È semplice, automatico, lo Stato non deve fare nulla”. Serve, infatti, – ha aggiunto – “qualcosa di urgente, di immediato perché fare una miriade di interventi a pioggia non serve”. Una proposta in linea con le richieste del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che – secondo quanto ha affermato lo stesso Bonomi – avrebbe chiesto al presidente designato degli industriali “proposte concrete e non proclami”.

Netto, invece, il no del prossimo leader di Confindustria a un’eventuale patrimoniale. “Se la strada è la patrimoniale è come chiudere veramente il Paese, perché quel poco di fiducia che ha il sistema economico verrebbe meno. Dobbiamo avere l’ossessione della crescita”, ha affermato. Bonomi si è detto contrario anche e un eventuale intervento diretto nel capitale delle imprese che non si limiti al sostegno ma punti alla gestione. “È giusto porre delle condizioni, come sulla distribuzione di dividendi o sui compensi dei manager”, ha sottolineato, ma una politica che pensa di “sedersi nei cda delle aziende e condizionane le decisioni” al presidente designato di Confindustria fa tornare in mente lo scenario esistente ai tempi di “un certo muro nell’Est dell’Europa”. “Il Governo deve essere arbitro, quando pensa di diventare anche giocatore vuol dire che qualcosa non funziona. Credo che stiano prendendo delle decisioni sulla scorta delle consulenze di grandi multinazionali americane e non ascoltano gli imprenditori italiani. Già il metodo non mi piace” ha aggiunto Bonomi.

Per quanto riguarda il rapporto con le banche, il presidente designato degli industriali ha esortato a “lavorare insieme” affermando la necessità di “fare un grande patto ed evitare l’errore del 2008 quando lo scontro è stato tra imprese e banche”. Il problema di questi giorni nell’accesso al credito, per Bonomi è in “come è stato fatto il decreto”, nella “burocrazia”, nei “19 documenti” e nelle condizioni che prevede. “Se tutti noi avremo la capacità di lavorare insieme, che è quello che ci chiedono i nostri concittadini,– ha concluso il presidente designato di Confindustria – forse faremo di nuovo grande questo Paese come hanno fatto i nostri padri”.

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