Confindustria, Bonomi: serve un orizzonte di lungo periodo per dare risposta ai problemi della società italiana

(Teleborsa) – “Oggi gli orizzonti della politica sembrano sempre più corti e schiacciati su false priorità. Avvertiamo più che mai la necessità di progetti di lungo orizzonte, come unica via per dare risposta ai drammatici problemi della società italiana”. Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nella sua relazione all’assemblea annuale che quest’anno si tiene in Vaticano. “Crediamo profondamente – ha aggiunto Bonomi – che sia proprio l’industria, la nostra industria, a poter costituire il primo motore di un vero, nuovo, umanesimo industriale, ad essere progettista di futuro. Perché come ha detto sua Santità nel 2017 ai lavoratori di Genova: l’obiettivo non deve essere più reddito per tutti, ma più lavoro per tutti, perché senza lavoro non ci sarà la dignità per tutti”.

Bonomi ha parlato anche del tema del salario minimo sottolineando che non riguarda l’industria, dove le retribuzioni sono stabilite dai contratti collettivi. “Il criterio per definire un lavoro ‘degno’ non è solo quello monetario – ha affermato –, nel nostro Paese in troppi settori l’offerta di lavoro continua a essere caratterizzata da infime retribuzioni. Questo, desidero ripeterlo, non riguarda in alcun modo l’industria. Quelli non siamo noi. Ecco perché il tema dell’intervento per legge sul salario minimo non ci tocca. Ad essersi opposti sono altri settori, sui quali bisognerebbe invece avere il coraggio di intervenire”. Il leader degli industriali ha aggiunto che “al di sopra della soglia del salario minimo vi sarebbe poi il Tem, la retribuzione minima fissata dai contratti vigenti, perché la estesa contrattazione italiana è una virtù riconosciuta anche dall’Europa e non va azzerata fissando per legge il trattamento economico complessivo (Tec), che va lasciato ai contratti”.

“La soglia di lavoro ‘degno’ va innestata nella riforma dei sussidi alla povertà e, quindi, nel reddito di cittadinanza. Deve, cioè, rappresentare la soglia minima di lavoro la cui proposta non può essere rifiutata dai percettori del sussidio in grado di lavorare”, ha dichiarato il presidente di Confindustria. Secondo Bonomi serve “lavoro, non sussidi che lo scoraggiano. Lasciatemi ricordare che, a tre anni dall’avvio, sul reddito di cittadinanza più di un beneficiario su due non ha ancora firmato il patto per il lavoro. La legge prevede che il patto sia sottoscritto entro un mese dal riconoscimento del sussidio”.