Confindustria, Bonomi detta la linea: governance efficace, riforma fiscale e produttività nella PA

(Teleborsa) – Fondi europei e governance italiana, riforma del fisco e produttività. Sono i temi intorno a cui ha ruotato l’intervento del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, all’evento “Ri-Nascita Italia” organizzato dalla Fondazione Guido Carli.

Per il presidente degli industriali italiani grazie al programma Next Generation Eu, la sospensione del Patto di Stabilità, gli acquisti straordinari della BCE e i fondi ordinari dell’Ue “le risorse a disposizione dell’Italia, ammontano, nel prossimo quadriennio ad un ordine di grandezza senza precedenti nella storia, di circa 400 miliardi“. “Dopo sei mesi persi – ha dichiarato Bonomi – il Governo italiano deve ora, in poche settimane, avere la forza di dotarsi di una governance snella ed efficace sia per valutare davvero le priorità su cui volgere progetti e riforme”. E ha lanciato un monito: “commettere un errore su questo sarebbe gravissimo”.

Quanto al fisco, Bonomi ha sostenuta la necessità di renderlo “uno strumento d’incentivo allo sviluppo, non un freno a imprese e lavoro com’è da tempo in Italia”. Il presidente di Confindustria è severo sulla posizione del Governo sul tema della riforma: “non ha senso limitarsi, come sembra sin qui dalle anticipazioni governative di una riforma peraltro rinviata al 2022, a intervenire solo sull’Irpef”. Per Bonomi occorre agire sul cuneo fiscale – “mostruoso che oggi grava sulle imprese italiane” – sui regimi forfettari – “che la politica ha, di volta in volta, introdotto a fini elettorali, e che hanno potentemente eroso, in senso distorsivo, equità verticale e orizzontale della progressività fiscale” – e sulle distorsioni presenti sulla tassazione dei redditi da capitale e da impresa. Il leader degli industriali ha aggiunto che Confindustria è pronta ad un tavolo per discutere delle “settecento forme di detrazione e deduzione oggi esistenti in Italia”.

Infine, sul tema della produttività Bonomi ha definito l’Italia “stagnante”. “Il contributo positivo creato da manifattura e industria viene frenato, fino ad azzerarsi, dal quello negativo della PA e di parte dei servizi di mercato”, ha dichiarato. “L’Italia deve darsi una Pubblica Amministrazione 4.0 non solo un’Industria 4.0″, ha aggiunto.

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