Confindustria, Boccia non nasconde “freddezza” con Di Maio. E lancia un appello a Conte

(Teleborsa) – Il “Decreto dignità” non è piaciuto al leader di Confindustria Vincenzo Boccia, e così è calata una coltre di freddezza verso il vicepremier e Ministro delloSviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio. Boccia non lo nasconde, anzi ne parla apertamente e lancia un appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché si vada a “calmierare”, è proprio il termine usato dal leader di Confindustria, quel clima di apparente ostilità che alcuni esponenti del Governo, con le loro dichiarazioni, mostrano verso le impresse o le loro associazioni.

Boccia ha rivelato di aver incontrato Di Maio nei mesi scorsi in due occasioni, affrontando prima la situazione dell’industria italiana, poi quella dell’Ilva. “Ma è con il Decreto dignità che si è creata un po di freddezza – spiega Vincenzo Boccia – così lui non mi ha cercato e io non lo ho cercato”.

Secondo Boccia, “alcuni messaggi” di esponenti del Governo “hanno creato un malessere” e pongono “la questione di quale ruolo questo Governo voglia svolgere con le parti sociali”. Più in generale esiste un problema sull’obiettivo di “disintermediazione” presente nella cultura dei due grandi partiti di Governo, ovvero quello di non aver necessità di un confronto serio con sindacati, rappresentati delle imprese e giornali. Tant’è che la parola d’ordine sembra proprio che sia “con un tweet semplifichiamo tutto”.

“Speriamo che ci chiamino sulla manovra nella logica del rispetto delle reciprocità dei ruoli – ha detto ancora Boccia – ma in ogni caso il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, conosce bene tutte le nostre proposte. Abbiamo un po’ di freddezza con alcuni, poiché si rischia di passare dalle leggi ad personam a quelle contra personam”.

“Mi appello perciò a Conte – ha aggiunto in Numero 1 Confindustria con più che un pizzico di polemica – affinché appunto si vada a calmierare questo clima, in modo da non dover più soffrir di alcun malessere pur potendo continuare a criticare le cose su cui non siamo d’accordo. Ricordiamo che lo sviluppo economico è parte di noi e che abbiamo un Ministro dello Sviluppo che deve occuparsi anche di questo”.

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