Confesercenti: scenario DEF inquietante, serve fare di più

(Teleborsa) – Lo scenario indicato dalle bozze del DEF è terrificante: se confermata, la flessione prevista del PIL è la peggiore dalla Seconda guerra mondiale ad oggi. Come allora, servirà una fase di ricostruzione, che deve partire da un maggior sostegno alle imprese. Questa la lettura di Confesercenti del Documento di Economia e Finanza presentato dal Governo.

Per l’associazione il calo dei consumi delle famiglie si attesterebbe intorno al 7,2%, equivalenti a una perdita – a prezzi costanti – di circa 75 miliardi di euro. “Vorrebbe dire tornare al di sotto dei livelli di spesa del 2013, nel pieno della grande crisi finanziaria internazionale. Drammatiche sono anche le ricadute attese per il lavoro: 490mila occupati in meno vuol dire cancellare tutti i guadagni di occupazione successivi al 2016“, spiega Confesercenti in una nota. “Lo scenario – prosegue il comunicato – presuppone inoltre che gli interventi messi in campo per il sostegno dell’economia siano operativi ed efficienti e che non vi siano ritardi di erogazione. Tutte eventualità che non possono darsi per certe, anzi: le misure messe in campo fino ad ora hanno stentato a decollare”. Per l’associazione la proposta Patuanelli per gli affitti “è positiva, ma arriva in zona Cesarini e deve essere retroattiva”.

Bisogna fare di più, e in fretta – ammonisce Confesercenti e conclude – le politiche devono concentrarsi sugli indennizzi ai mancati ricavi e sul funzionamento del sistema del credito, per dare velocemente alle imprese tutta la liquidità di cui hanno bisogno. Allo stesso tempo, è necessario sostenere la ripartenza: la gestione dell’economia della separazione richiede investimenti, anche ingenti, che le imprese non possono sostenere da sole”.

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