Confcommercio simula deficit al 2,9%. Sangalli: “Adesso connettere Italia, risorse ci sono”

(Teleborsa) – Accenti molto critici sulla Manovra e sulla crescita dello Spread da Confcommercio, presente a Cernobbio per il 4° Forum Internazionale dei trasporti, ed una previsione di deficit in salita al 2,9% senza tagli alla spesa e con l’assunto che il PIL cresca dell’1,1% quest’anno e dell’1% nel 2019, cioè meno delle previsioni più ottimistiche del NADEF (Nota di aggiornamento al DEF).

C’è da considerare poi che questa simulazione – elaborata dall’Ufficio Studi di Confcommercio – parte dall’assunzione che il reddito di cittadinanza venga finanziato per 7 miliardi anziché 10 miliardi ed in assenza della micro flat tax. In ogni caso, il 2019 partirà con un deficit acquisito dell’1,2%.

Per arrivare al deficit del 2,4% – ha sottolineato il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella – bisogna immaginare una forte crescita del PIL sia in termini reali che nominali oppure tagli alla spesa, scontentando almeno qualcuno. “a questo punto non sarebbe più la manovra del popolo, bensì la manovra di una parte del popolo pagata dall’altra parte”, ha sottolineato.

Occorre una manovra che “realizzi quella sintesi necessaria tra le misure per la crescita economica e il rispetto delle regole della finanza pubblica”. Lo ha detto il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a commento delle previsioni formulate, notando che “l’economia è purtroppo entrata in una fase di rallentamento” e che sulle correzioni al ribasso di Confcomemrcio su PIL e consumi “pesano certamente i difetti strutturali della nostra economia: eccesso di pressione fiscale, burocrazia, carenze logistiche e deficit di legalità”..

Carenze strutturali pesano a maggior ragione sul settore dei trasporti e della logistica – ha sottolineato Sangalli – e “fanno perdere circa 34 miliardi di euro l’anno, cioè due punti di PIL” a causa della concorrenza sleale di operatori esteri, dlela lentezza e dei maggiori costi del sistema italiano.

Per Confcommercio occorre veramente “connettere l’Italia” e sfruttare le opportunità dlela Via della Seta e delle autostrade del mare. “E le risorse stanziate non mancano perché nell’ultimo Documento di economia e finanza c’è, per le infrastrutture, un quadro di programmazione di risorse da 110 miliardi di euro. Una programmazione preziosa per un Paese che, nell’ultimo decennio, ha accumulato un deficit infrastrutturale pari a 60 miliardi di euro”.

“Le risorse, dunque, ci sono. Ma vanno semplificate le procedure previste dal Codice degli appalti, visto che in Italia servono, in media, 15 anni per realizzare un’infrastruttura strategica di trasporto”.

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