Confcommercio, migliora disagio sociale ma restano fragilità

(Teleborsa) – Ad agosto il Misery Index Confcommercio è sceso a quota 21,9 punti, 2,6 punti in meno rispetto a luglio. La situazione fotografata dall’indice è dunque in miglioramento, anche se l’Ufficio Studi confederale rileva la persistenza di “molti elementi di fragilità, con una ripresa che appare ancora non particolarmente diffusa e che stenta a estendersi a molti settori dei servizi, soprattutto quelli ricettivi, della ristorazione e per la fruizione del tempo libero”. Quanto al mercato del lavoro, sembra avviato ad una “normalizzazione”, almeno per quanto riguarda la distribuzione tra le forze di lavoro e gli inattivi.

Disoccupazione estesa e prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza
Per quanto riguarda le due componenti del MIC, il tasso di disoccupazione estesa si è attestato al 17,4%, mentre i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto sono scesi dello 0,2% su base annua, accentuando la tendenza deflazionistica.

L’occupazione nei servizi nel secondo trimestre 2020
Tra aprile e giugno scorsi nel settore dei servizi si sono persi 810mila posti di lavoro. I settori più penalizzati sono stati alloggio e ristorazione (-246mila, il 16,2% degli occupati, rispetto allo stesso periodo del 2019), commercio (-191mila) e servizi alle imprese (-104mila), mentre il trasporto ha abbastanza tenuto (“solo” 19mila unità in meno), visto il ruolo cruciale per l’approvvigionamento dei prodotti essenziali e per le consegne a domicilio.

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