Confcommercio lancia l’allarme: la ripresa si sta sgonfiando

(Teleborsa) – Sono ancora tante le famiglie che “vedono nero” il proprio futuro, anche se è dall’estate del 2015 è aumentato l’ottimismo. Se l’epoca della crisi è certamente passata, sembra che attualmente stiamo assistendo ad uno “sgonfiamento” della ripresa per colpa di una dinamica economica fragile, percepita anche dai cittadini, che peraltro attribuiscono alle spese obbligate la principale origine dei vincoli al proprio consumo. E’ quanto emerge dall’Outlook Italia Censis-Confcommercio 2018 “Speranze, timori, rancori: la ripresa difficile”, presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Roma presso la sede nazionale della Confederazione.

La lentezza della ripresa è certificata anche dai numeri. Secondo il responsabile dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, tra il 2007 e il 2018 ogni italiano ha perso, a parità di potere d’acquisto, 1.000 euro di consumi, quasi 2.000 di reddito disponibile e circa 20mila euro di ricchezza complessiva.

I problemi principali dell’Italia sono la corruzione diffusa, per il 37,5% degli intervistati, e la mancanza di lavoro (29,1%). Nell’elenco, con il 13,3%, troviamo l’eccessivo prelievo fiscale, ed è significativo notare come – all’interno di questo aggregato – il 55,7% del campione ritenga della massima urgenza evitare l’aumento IVA contro il 31,7% che parla di riduzione dell’Irpef.

A livello personale, il 37% degli intervistati indica come maggiore ingiustizia sociale l’impossibilità di avere un buon lavoro, oggi garantito solo a chi ha le conoscenze “giuste”. Non a caso, se si va a guardare il complesso di ore effettivamente lavorate nel sistema economico, nel 2017 sono state il 6% in meno rispetto al 2007, una riduzione simile a quella del PIL reale. “Non è poco: mi pare – ha concluso Bella – che ciò giustifichi le preoccupazioni. Rimane molto da fare, visto che la ripresa si sta sgonfiando”.

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