Confcommercio alza stime PIL e conferma ruolo strategico logistica e trasporti

(Teleborsa) – “La ripresa dell’economia italiana è più intensa delle attese”. Lo ha detto il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli in occasione dell’apertura del Forum internazionale di Conftrasporto a Roma, aggiungendo “corriamo per recuperare nel 2022 i livelli pre-pandemici” anche se “per i consumi bisognerà attendere il 2023”.

Confcommercio ha rivisto al rialzo le stime sul PIL, indicando per il 2021 un PIL a +6,2% e consumi a +5%. Una crescita – ha affermato Sangalli – che rilancia la necessità di “rafforzare il sistema logistico e dei trasporti”, usando anche i fondi del PNRR che ammontano a oltre 60 miliardi di euro per l’accessibilità sostenibile del Paese.

“La maggior parte di queste risorse si concentrano sul potenziamento della rete ferroviaria destinata al trasporto passeggeri”, ha ricordato il Presidente di Confcommercio, indicando che “il Paese non può rinunciare ai servizi di trasporto capillare, che l’autotrasporto garantisce”. Occorre dunque “una strategia duratura in favore dell’intermodalità” che coinvolga le autostrade del mare e le ferrovie e che favorisca il rinnovo del parto circolante, per affrontare “la grande sfida della transizione verde e della sostenibilità”.

“C’è bisogno di un sistema dei trasporti più efficace e più efficiente, più sicuro e più sostenibile, per un Paese più accessibile e pienamente integrato con i corridoi logistici europei”, ha sottolineato Sangalli.

Al 6° Forum Internazionale di Conftrasporto-Confcommercio sono stati anche presentati il dal Rapporto dell’Ufficio Studi sui trasporti e la sostenibilità ed il documento Isfort sulla Transizione ecologica dei Trasporti e della logistica e l’intermodalità, da cui emerge che la transizione green deve essere anche economica e sociale. In Italia, solo per i settori tradizionali (filiere legate a minerali e metalli, industrie del legno, dell’auto, della componentistica ecc.), la trasformazione riguarderà direttamente oltre il 10% degli addetti delle imprese private.

L’autotrasporto negli ultimi 30 anni ha ridotto del 30% le emissioni di Co2, contro il 20% dell’intera economia, e nel solo 2021 il 41,1% delle imprese dichiara di aver acquistato mezzi a minor impatto ambientale, il 18,1% ha compiuto azioni meno inquinanti, il 17% migliorato la capacità di carico di veicoli. Ma Il 97% dei camion immatricolati nel 2020 è ancora diesel e continua a pagare tributi sproporzionati per le emissioni climalteranti, mentre l’era dell’idrogeno verde è ancora lontana.

Sul fronte marittimo, dal 2008 al 2018 le emissioni del trasporto merci internazionale sono scese di quasi il 7%, a fronte di un aumento di merci trasportate del 34%. Si va verso la transizione, ma la rotta è incerta, poiché soltanto il 12% delle navi attualmente in costruzione è alimentato con fuel alternativi (per la maggior parte GNL).

L’autotrasporto e il trasporto merci marittimo rappresentano insieme una quota modale del 90%, nei prossimi anni si prevede un aumento considerevole dei traffici su gomma che costringeranno l’autotrasporto a ridurre dell’80% le emissioni entro i 2030. Ma le risorse del Pnrr si concentrano quasi esclusivamente nelle reti ferroviarie per il trasporto passeggeri. Occorre invece sviluppare l’intermodalità e sostenere il rinnovo dei mezzi stradali e navali.

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