Confcommercio, ad agosto Misery Index in calo

(Teleborsa) – Ad agosto il MIC – Misery Index, l’indice di disagio sociale di Confcommercio, si è attestato su un valore stimato di 16,6, in riduzione di nove decimi di punto rispetto a luglio. Il ridimensionamento – viene spiegato – è attribuibile a una dinamica più contenuta dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto che ad agosto hanno registrato una variazione, su base annua, del 7,7% a fronte dell’8,7% del mese precedente. Tale evoluzione è ascrivibile al brusco ridimensionamento (-8,9% congiunturale) registrato nel mese dai prezzi dei carburanti.

Nonostante il tasso di disoccupazione ufficiale abbia segnalato un ulteriore ridimensionamento attestandosi al 7,8% – un decimo di punto in meno rispetto a luglio – ad agosto si sono inoltre consolidati i segnali di un peggioramento del mercato del lavoro. Il dato è sintesi di una riduzione degli occupati (-74mila unità sul mese precedente) e del numero di persone in cerca di lavoro (-31mila unità in termini congiunturali). A questa evoluzione si è associata, una crescita degli inattivi (+91mila unità su luglio). Nello stesso mese le ore autorizzate di CIG sono state oltre 20,6 milioni, a cui si sommano oltre 12 milioni di ore (dato in aumento) per assegni erogati dai fondi di solidarietà. In termini di ore di CIG effettivamente utilizzate, destagionalizzate e ricondotte a Ula si stima che questo corrisponda a circa 60mila unità lavorative standard. Il combinarsi di queste dinamiche ha determinato un tasso di disoccupazione esteso pari all’8,7%, in modesta riduzione rispetto a luglio.

Nell’ottavo mese dell’anno, i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto hanno mostrato una variazione tendenziale del 7,7% in rallentamento rispetto all’8,7% del mese precedente. Questa evoluzione ha riflesso, in gran parte, il netto ridimensionamento dei prezzi dei carburanti. Le prime stime di settembre indicano, peraltro, il ritorno a dinamiche più sostenute sulla spinta di una progressiva crescita dei prezzi degli alimentari. In considerazione dei segnali negativi che iniziano a manifestarsi sul versante dell’occupazione, attesi in peggioramento in conseguenza di un sempre più probabile rallentamento dell’economia, e di una dinamica inflazionistica ancora elevata si consolidano i timori di un possibile ampliamento, nei prossimi mesi, dell’area del disagio sociale.