Confagricoltura: per la gestione del rischio puntare su prevenzione

(Teleborsa) – Cambiamenti climatici e calamità naturali sempre più frequenti rendono i premi assicurativi sempre più cari e insostenibili per le aziende agricole ed è per questo che è necessario rivedere la gestione del rischio puntando alla prevenzione.

È la richiesta arrivata dal direttore generale di Confagricoltura Francesco Postorino, intervenuto al convegno internazionale “La gestione del rischio nella Pac post-2020”, promosso oggi a Roma da Mipaaf, Ismea ed Agea nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020.

“Il sistema di incentivi assicurativi, nella nuova politica agricola comune dopo il 2020, andrà riconsiderato tenendo conto dei cambiamenti in atto e delle nuove esigenze delle imprese agricole”, ha dichiarato Postorino.

“I fondi pubblici, soprattutto comunitari, prevedono contributi ai premi assicurativi dei produttori e sostengono un sistema assicurativo agricolo sostanzialmente finalizzato a indennizzi ‘ex post‘”, ha proseguito il direttore generale di Confagricoltura che ha elencato i problemi che il settore si trova ad affrontare

Cambiamenti climatici e frequenti e dirompenti calamità naturali; scarsa manutenzione del territorio che aggrava i rischi agricoli; molteplici epizoozie e fitopatie (Xylella, Tristeza degli agrumi, cimice asiatica, mosca dell’olivo, ecc.); aumento della fauna selvatica”, sono tutti fattori che incidono sulla vita economica delle aziende.

“Tutto ciò – ha ricordato Postorino – comporta che i premi assicurativi lievitano e, nonostante i contributi, diventano sempre più onerosi per le imprese ed i risarcimenti non giungono in tempi rapidi. Oltre tutto per questo insieme di concause è difficoltoso adeguare i budget pubblici alle esigenze assicurative”.

Da qui la necessità che “le politiche di gestione del rischio della nuova Pac puntino su meccanismi di intervento ‘ex ante’ per ridurre i danni e quindi le richieste dei risarcimenti”.

Tra le difficoltà per le imprese, sottolinea Confagricoltura, c’è anche quella delle oscillazioni delle quotazioni legate ai mercati globali (pensiamo ad esempio al settore cerealicolo); per questo bisogna sostenere, con i fondi comunitari, le cd ‘polizze ricavo’ che coprono i rischi di mercato.

“L’obiettivo – ha concluso il direttore generale di Confagricoltura – è sempre quello della stabilizzazione dei ricavi aziendali, evitando che siano compromessi da situazioni catastrofiche o da turbative mercantili”.

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