Concorso scuola, terminate le prove scritte con tanti assenti. Incombono prove suppletive

(Teleborsa) – Sono terminate le prove scritte del concorso a cattedra, con tanti assenti, quindi ad oggi un candidato su due potrebbe avere il posto, anche se incombono le prove suppletive

Un docente su quattro regolarmente iscritto (quasi il 25%) non si è presentato agli scritti. Il giovane sindacato della scuola Anief spiega che “un motivo di questa considerevole astensione dovrà pur esserci. Nel frattempo, gli Uffici scolastici regionali cominciano a prendere coscienza che le prove aggiuntive per i candidati ricorrenti sono inevitabili: alla luce delle ordinanze del Consiglio di Stato e dal T.A.R. del Lazio con le quali è stata disposta l’ammissione con riserva alle prove concorsuali degli Itp, l’Usr del Veneto (seguito da quello del Piemonte) ha comunicato che predisporrà delle verifiche ulteriori a livello nazionale, “sia per i candidati già in possesso delle suddette ordinanze sia per quelli che le otterranno in seguito a successive pronunce”.

E mentre il MIUR ostenta tranquillità sulle sorti del concorso a cattedra, tirando le somme delle prove scritte, sulla carta terminate con il mese di maggio, il Consiglio di Stato si appresta a decidere nei prossimi giorni la sorte degli altri 30 mila aspiranti docenti esclusi, tra cui diversi giovani laureati. Se il giudice dovesse dare loro ragione, a beneficiarne sarebbe l’intero sistema scolastico italiano, ad iniziare dagli alunni: perché la stessa età anagrafica dei partecipanti al concorso, di cui tanto il ministro dell’Istruzione si vanta,  che si attesta ora a 38,6 anni, grazie ad una eventuale aggiunta in extremis dei ricorrenti inizialmente esclusi, si ridurrebbe in modo sensibile.

Marcello Pacifico Presidente del sindacato Anief dichiara “il concorso è stato per la prima volta riservato al personale abilitato, che ha un’età anagrafica maggiore dei laureati. Ora, però, l’amministrazione tiene a precisare che l’età media dei partecipanti non è altissima. Al MIUR dovrebbero mettersi d’accordo: qual è la priorità? Delle due, ne scelgano una: la via della pre-selezione spinta, che ha portato all’esclusione di decine di migliaia di candidati, secondo noi illegittima perché hanno tutti i crismi per partecipare al concorso; oppure intraprendere la strada del ringiovanimento del corpo insegnante italiano, oggi pecora nera a livello mondiale per il record di età media avanzata. E pensare – continua Pacifico- che sarebbe bastato decidere per legge un accesso riservato o la stabilizzazione diretta, come chiedeva l’Europa”

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