Concorso scuola, il Miur lascia fuori i precari

(Teleborsa) – Per il concorso a cattedra il Miur ha inviato nuove FAQ con cui ribadisce il no alla valutazione del servizio prestato per 180 giorni non consecutivi. 

Per il Ministero dell’Istruzione, è valutato come anno scolastico, esclusivamente “il servizio prestato a tempo determinato per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni, per ciascun anno scolastico”.

Secondo il sindacato della scuola Anief, “tutto il servizio di precariato deve invece essere valutabile”. In questo modo, spiega il giovane sindacato, “l’amministrazione vanifica in un colpo solo le speranze di tante migliaia di candidati, che hanno svolto supplenze su materia curricolare, su sostegno o in scuole parificate”. 

“Siamo alle solite – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – con l’amministrazione che sbaglia sapendo di essere in errore. Ribadiamo che i giorni di insegnamento svolti in qualità di precario vanno considerati tutti indistintamente utili, sempre al fine del raggiungimento della soglia minima prefissata dal Miur”. Il sindacalista ricorda che “la normativa vigente prevede che gli anni di insegnamento vadano riconosciuti, qualora svolti nel sistema nazionale d’istruzione, anche se realizzati in ambiti e aree diverse dalle discipline curricolare”.

Pacifico conferma che su questo punto “il sindacato ha deciso che avvierà ricorsi d’urgenza al giudice del lavoro, al fine di veder riconosciuti i diritti lesi e rispettare i criteri meritocratici”.

Concorso scuola, il Miur lascia fuori i precari