Concorso dirigenti imminente, l’Anief chiede di riservare metà dei posti ai docenti precari

(Teleborsa) – La scuola ha urgente bisogno di quasi 2 mila nuovi dirigenti scolastici: il Miur farebbe bene a riservare la metà dei posti liberi a chi ormai conosce questa delicata professione avendo già svolto il ruolo come incaricato e di prevedere un punteggio aggiuntivo per chi ha affiancato sul campo e per anni gli attuali presidi. A chiederlo è il sindacato Anief, a ridosso della pubblicazione del bando di concorso che il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha dato per imminente.

Il giovane sindacato della scuola, condivide la proposta che l’Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici, si accinge a portare dopodomani – mercoledì 14 giugno – direttamente al titolare del dicastero dell’Istruzione nell’incontro programmato a Viale Trastevere: “nel prossimo bando deve essere stabilito un adeguato punteggio per gli anni svolti per la collaborazione ed, in caso di esito favorevole, il servizio reso deve avere il riconoscimento di stage formativo certificato dal DS titolare della scuola nella quale il docente ha prestato la collaborazione”, chiede l’associazione dei vicari, collaboratori, responsabili o fiduciari di plesso.

In attesa dell’uscita del bando, della selezione dei partecipanti e della nuova formazione, ora ad appannaggio dell’amministrazione scolastica centrale, sarebbe anche opportuno che le reggenze delle scuole prive di dirigente scolastico (quest’anno circa 1.400, il prossimo non molte meno di 2 mila) vengano assegnate sempre a quei collaboratori dei presidi che hanno “svolto funzioni vicarie per almeno 36 mesi secondo una graduatoria di merito” e chiedano di ricoprire tale ruolo per un solo anno.

Con l’occasione, Anief torna a chiedere la partecipazione al prossimo concorso dei docenti precari che hanno comunque alle loro spalle cinque anni di servizio e siano in possesso del titolo di ammissione, quale è la laurea.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si comprende perché in Italia spesso le espressioni dei giudici non trovino seguito nei regolamenti e nei concorsi pubblici. Considerando che gli ultimi 200 idonei della selezione del 2011 sono stati assunti lo scorso settembre – aggiunge il sindacalista – viene da chiedersi cosa frena ancora il Ministero dell’Istruzione ad accordare la nostra richiesta. Come quella di riservare una parte dei posti vacanti a chi ha già dimostrato nelle scuole di avere doti organizzative e di gestione delle risorse umane. In caso contrario, stiamo valutando la possibilità di avviare un ricorso apposito per questi docenti-collaboratori”.

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