Commissione UE: Italia in “profonda recessione”. Nel 2020 crolla il PIL (-9,5%)

(Teleborsa) – La Commissione Europea alza il velo sulle Previsioni economiche di primavera e per il nostro Paese lo scenario è, come anticipato, nero. L’economia italiana si avvia verso una “profonda recessione” a causa di pandemia e lockdown, con una “rimbalzo tecnico nella seconda metà del 2020”, sostenuto dalle misure del Governo, e una “parziale ripresa” nel 2021. In caduta libera il Prodotto Interno Lordo nazionale, a -9,5% alla fine dell’anno, pronto a rimbalzare al 6,5% l’anno prossimo.

Le stime si basano su una “ripresa delle attività economiche da maggio”, con “graduale normalizzazione”. Come anticipato nei giorni scorsi, consistente lo choc all’economia del nostro Paese destinato, purtroppo, ad avere un’onda piuttosto lunga.

Cattive notizie, infatti, sul fronte del debito pubblico. Si passa da un rapporto debito/PIL del 134,8% del 2019 al 158,9% di fine anno, per scendere al 153,6% alla fine del prossimo. Un aumento del 24 punti percentuali in un anno, che richiederà tempo per essere ridotto rischiando di incidere pesantemente sulle future politiche di bilancio.

Le stime negative erano state ampiamente anticipate e la situazione è particolarmente critica per l’Italia, Paese più colpito dalla diffusione della pandemia tra i 27. La variabile imprevedibile resta la curva del contagio sulla base della quale i singoli Stati decideranno come e quando agire, allentando le misure restrittive messe in campo per contrastare il coronavirus, con annesso impatto sulle attività produttive. Osserva Maarten Verwey, Direttore generale per gli Affari economici e monetari della Commissione, “il pericolo di una recessione più profonda e più lunga è molto reale”.

La crisi, con la necessità di attivare spesa pubblica a sostegno dell’economia reale, ha di fatto annullato anche tutti gli sforzi degli ultimi anni sul fronte del deficit con l’Italia che era riuscita, seppur a fatica, a ridurre il livello di deficit all’1,6% in rapporto al PIL. Anche qui, purtroppo, i numeri sono impietosi visto che alla fine dell’anno questo valore toccherà quota 11,1%, per poi scendere a 5,6% nel 2021, ben oltre, dunque, del 3% prevista dal Patto di stabilità e dal Patto di bilancio europeo.

Non solo: rischi al ribasso in agguato con la Commissione che non esclude la possibilità di “un cambiamento nel comportamento dei consumatori che implica maggiori risparmi precauzionali”. Uno scenario questo che abbinato a un prolungato crollo del mercato del lavoro, sarebbe un mix molto pericoloso che “potrebbe ulteriormente smorzare la domanda interna e danneggiare il tessuto economico italiano, frenando la crescita potenziale e interrompendo la ripresa prevista”.

(Foto: Lukasz Kobus – © Unione Europea)

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