Commissione, rivedremo norme UE autorizzazione nuovi OGM

(Teleborsa) – La Commissione europea ha pubblicato oggi uno studio sugli organismi geneticamente modificati (OGM) di nuova generazione, definiti Ngt (“New Genomic Techniques“), e ha annunciato l’intenzione di rivedere l’attuale regime UE di autorizzazione della coltivazione dalle piante transgeniche e di etichettatura obbligatoria dei prodotti derivati, affermando che queste norme non sarebbero più adatte a queste nuove biotecnologie.

L’annuncio ha provocato una immediata reazione negativa da parte delle organizzazioni ambientaliste. Secondo la Commissione i nuovi Ogm “presentano il potenziale di contribuire a un sistema alimentare più sostenibile nel quadro degli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia Farm to fork (dal produttore al consumatore, ndr)”.


La Commissione ha annunciato che comincerà ora “un processo ampio e aperto di consultazione per discutere il progetto di un nuovo quadro giuridico per queste biotecnologie”. Una decisione che appare andare in rotta di collisione con la sentenza della Corte europea di giustizia del 25 luglio 2018 che aveva chiarito come ai nuovi Ogm debba applicarsi l’attuale legislazione Ue sulle colture e i prodotti geneticamente modificati. La legislazione comprende in particolare la Direttiva Ue 2001/18, che aveva sostituito, a partire dal 2001, la prima direttiva sugli Ogm del 1990 (Ce 90/220), aggiungendo tra l’altro, l’obbligo di etichettatura dei prodotti transgenici o contenenti ingredienti geneticamente modificati.

A sorprendere, in particolare, che la Commissione riprenda l’argomento dell’industria secondo cui i nuovi Ogm potrebbero ridurre l’uso di pesticidi. La realtà ha dimostrato, in molti casi, che gli Ogm tolleranti agli erbicidi hanno passato questo tratto alle erbe infestanti, e questo ha portato semmai alla necessità di aumentare la quantità e le tipologie dei pesticidi utilizzati. Lo studio, concede comunque la Commissione, “ha esaminato anche le preoccupazioni” connesse ai nuovi Ogm “e alle loro applicazioni attuali e future”, come “il possibile impatto sull’ambiente, per esempio sulla biodiversità”, e poi le questioni riguardanti “la coesistenza con l’agricoltura biologica e senza Ogm”, e naturalmente “l’etichettatura”, che oggi è obbligatoria per i prodotti transgenici e domani potrebbe non esserlo più per i prodotti manipolati con le nuove tecniche genomiche.

Lo studio sarà oggetto di discussione fra i ministri dell’UE durante il prossimo Consiglio Agricoltura a fine maggio. La Commissione discuterà inoltre le sue conclusioni con il Parlamento europeo e con tutti i soggetti interessati. Nei prossimi mesi, infine, sarà effettuata una valutazione d’impatto comprendente una consultazione pubblica, per esaminare le opzioni strategiche relative alla regolamentazione dei nuovi Ogm, limitata però ai soli vegetali.

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