Commissione Bilancio Camera, Capogruppo Faro (M5S) a TLB su “Reddito” e “Quota 100”

(Teleborsa) – Marialuisa Faro, “classe 1984, deputata M5S e Capogruppo del Movimento in V Commissione Bilancio della Camera, in un’intervista a Teleborsa, nell’attesa dell’approdo della Manovra in Parlamento, parla degli aspetti significativi del cosiddetto “Decretone”, quali “Reddito di cittadinanza” e “Quota 100”.

Lo scorso giovedì 17 gennaio, il Consiglio dei Ministri ha varato il così detto decretone con le misure portanti dell’intera esperienza di Governo, ovvero Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Segno chiaro di un cambiamento non rimasto relegato nel contratto di Governo, ma che ha passato la “prova di iniziazione” dopo lunga trattativa con Bruxelles. Un volto nuovo alle politiche di welfare del nostro paese. Come migliorano, dunque, le politiche italiane assistenzialistiche, di ricollocamento italiane e pensionistiche?

“Migliorano in modo sostanziale. Finalmente abbiamo introdotto in Italia un sistema di welfare all’avanguardia, nel quale al sostegno economico si affianca una politica attiva del lavoro. Un miliardo lo abbiamo dedicato non a caso ai Centri per l’Impiego. Assumeremo 10.000 Navigator per aiutare i beneficiari a reinserirsi nel mondo del lavoro. Anche Quota100 avrà effetti sull’occupazione, liberando spazi soprattutto per quella giovanile. Con circa 1 milione di pensionati in più nel triennio siamo convinti di poter arginare il fenomeno odioso della fuga dei cervelli, dato che le imprese dovranno sostituire almeno in parte i posti di lavoro che si sono liberati”.

Il Reddito di Cittadinanza prende forma a sei anni dalla sua prima apparizione pubblica. E’ dell’ottobre 2013, infatti, la presentazione dei 5 Stelle al Senato il Disegno di Legge in materia di “Istituzione del reddito di cittadinanza nonché delega al Governo per l’introduzione del salario minimo orario”. Ora, alla luce delle risorse stanziate, 6,1 miliardi di euro e con una platea maggiorata rispetto alla prima versione, si parla di 5 milioni di persone, ci spiega come il reddito minimo garantito potrà essere assicurato a tutti gli aventi diritto?

“È molto semplice: il Reddito di Cittadinanza viene erogato sul conto corrente del singolo individuo ma viene calcolato in funzione del nucleo famigliare. Se il beneficiario è un single a reddito zero il reddito percepito sarà di 780 euro mensili. Tuttavia la gran parte degli aventi diritto già oggi percepisce una qualche forma di reddito che noi andremo ad integrare anche in base al quoziente famigliare. A parità di reddito, ad esempio, una famiglia numerosa avrà diritto a più soldi che una famiglia composta da soli due individui, e una famiglia che paga l’affitto avrà diritto a più soldi di una famiglia proprietaria della casa in cui vive. I calcoli delle opposizioni e di quanti ci criticano spesso non tengono conto della varietà delle opzioni possibili e danno per scontato che a tutti i 5 milioni di poveri assoluti noi daremo 780 euro al mese. È una lettura superficiale della nostra misura”.

Risultati raggiunti d’intesa con la Lega, alleato di Governo. Una collaborazione sinergica che tuttavia è sembrata venir meno a traguardo in vista quando il vicepremier Salvini ha rivendicato la paternità della sola “Quota 100”. Poi, il disappunto dei leghisti si è fatto più vivo, toccando soprattutto le risorse che il Reddito di Cittadinanza ha destinato al sostegno degli invalidi civili. In previsione dell’approdo in Parlamento del Decreto, Lei teme levate di scudi da parte degli alleati? E soprattutto, quanto spazio lasciano le coperture ad un dialogo in questo senso?

“I dissidi nel Governo e tra la maggioranza sono il tema preferito dai media, ma di vero c’è ben poco. Tutti sanno che il Reddito di Cittadinanza è tema del MoVimento 5 Stelle, mentre Quota100 è sia nostra che della Lega. Ma ciò non toglie che in Consiglio dei Ministri gli esponenti leghisti abbiano votato compatti insieme a noi entrambe le misure. Mi sembra che sia l’unica cosa che conta. Poi in Parlamento vedremo come si svilupperà il dialogo, e nei limiti delle disponibilità finanziarie potremo anche intervenire, purché non si vada a modificare l’impianto del Reddito di Cittadinanza”.

Il Reddito non è solo sostegno. Nel Decreto sono previste le due bretelle per il reinserimento lavorativo: il patto per il lavoro ed il patto per la formazione. Misure che, oltre a rilanciare l’individuo nel mondo del lavoro, sono tese a innescare un modello incentivante anche per le aziende. Quali saranno i vantaggi?

“Fino a 18 mensilità per l’impresa che assume un beneficiario del Reddito di Cittadinanza. È un incentivo straordinario che spingerà i nostri imprenditori ad assumere il più presto possibile, perché più passano i mesi più l’incentivo si riduce. Se un’impresa assume un beneficiario dopo soli due mesi che questo percepisce il Reddito di Cittadinanza, avrà diritto alle 16 mensilità mancanti (18-2). In alcuni casi l’incentivo all’impresa supererà ampiamente i 10.000 euro, non certo briciole”.

Che tipo di vigilanza è prevista per evitare la messa in opera di eventuali frodi?

“Grazie al coinvolgimento di diverse banche dati, inclusa quella di Agenzia delle Entrate, riusciremo a contrastare efficacemente eventuali frodi, tenendo sempre conto che in caso di documenti falsi si rischiano da 2 a 6 anni di carcere. Ricordo anche che abbiamo stanziato in Legge di Bilancio i fondi per assumere 900 persone in più negli Ispettorati del Lavoro”.

Tutti i destinatari del Reddito potranno contare su una soglia di prelevo contante di 100 euro mensili, con precisi limiti di qualità della spesa. Ci può spiegare come ritiene che si possa vigilare su eventuali usi illeciti, come giocare d’azzardo?

“È chiaro che non possiamo diventare uno Stato di Polizia. Con quei 100 euro mensili l’individuo è libero di fare ciò che vuole. Sta a Lui farne buon uso. Peraltro stiamo combattendo fortemente il gioco d’azzardo per altre vie, vietandone pubblicità e sponsorizzazioni”.

Banca d’Italia, nella giornata di venerdì 18 gennaio, ha rivisto al ribasso le stime di crescita 2019 per l’economia del nostro Paese. Crede che il decreto appena approvato riesca ad innescare un’inversione di tendenza, scongiurando un’eventuale recessione?

“Ritengo che il Governo sia stato molto prudente sulla stima di crescita 2019, visto che la Manovra contiene stimoli espansivi non indifferenti, fra i quali lo stesso Reddito di Cittadinanza, Quota 100 e i maggiori investimenti sul territorio. Tuttavia è ovvio che l’economia italiana dipende anche dalla congiuntura internazionale. Se il rallentamento della Cina continuerà o ci sarà una Brexit disordinata le stime potrebbero cambiare sensibilmente. Ma questo è un motivo in più per finanziare manovre espansive””.

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