Commissario UE Oettinger bacchetta l’Italia: no a indebitamento oltre il 3% anno

(Teleborsa) – “Quando è stato creato l’euro, tutti gli Stati hanno approvato i suoi criteri monetari: ora non si può arrivare a un indebitamento che superi il 3% anno. Siamo a un punto in cui gran parte dei Paesi è sotto al 3%, alcuni sono arrivati addirittura all’ 1%, e per questo motivo vogliamo che l’Italia rispetti il criterio del 3%“.

La bacchettata all’Italia arriva dal Commissario europeo per il bilancio e le risorse umane, Günter Oettinger, sul nuovo quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, nel corso di un’audizione a Montecitorio sul Quadro Finanziario dell’Unione europea.

“Per quanto riguarda il debito, il criterio è il 60%, condiviso da tutti i Paesi che hanno firmato per essere nell’euro. In Italia siete al 133%, non è più tollerabile, ritengo che il 120% debba essere il limite massimo. Chiaramente spetta a voi deciderlo, ma non è una buona idea passare al 140%, la responsabilità è vostra. La strategia del bilancio italiano è una strategia del Governo e del Parlamento, ma penso che la vostra sia una strada sbagliata“, ha proseguito Oettinger.

Il Commissario chiede di “investire di più in Europa, ma gli Stati membri vogliono invece tagliare le spese e dare meno soldi a Bruxelles. Serve trovare una via di mezzo, le aspettative di alcuni Paesi contribuenti sono differenti le une dalle altre”.

Sulla ricerca, ha detto che “i programmi di ricerca sono briciole: presenteremo un aumento del 40% nel prossimo quadro pluriennale a 110 miliardi. Chiedo ai Paesi l’ambizione di voler spendere il 3% del proprio bilancio in ricerca, a livello europeo la media è del solo 2%, in Italia addirittura all’1,2% per ricerca e innovazione, si può fare ancora tanto per arrivare al 3%, in Germania è invece al 2%“.

Sulla politica di austerità e sui mercati, Oettinger ha detto che “la politica della BCE finora è stata giusta, ma non si può portare avanti all’infinito, per questo la Banca centrale europea ha deciso che la quantità dei titoli di stato che compra venga dimezzata per avvicinarsi piano piano a zero. In Italia avete bisogno di fiducia da parte delle imprese, di banche e investitori che vi diano dei soldi, ma in tutti gli Stati membri serve credibilità e fiducia da parte di chi investe”.

L’ultima frecciata del Commissario arriva sul settore dell’automotive: “Serve sfruttare la maggiore capacità produttiva italiana, nel vostro Paese avete la capacità di produrre 2 milioni di autovetture all’anno, ma ne fate 500 mila, non è colpa della Commissione europea. Cosa fate voi per portare la produzione automobilistica in Italia? Non è colpa dell’Europa se il cuore della produzione di automobili è passato da Torino a Detroit”.

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