Commercio, Istat: a luglio vendite al dettaglio a segno meno. Coldiretti: “Scongiurare aumento Iva”

Crescita sostenuta, invece, per il commercio online: +13,6%

(Teleborsa) Luglio col segno meno per le vendite al dettaglio. Secondo l’Istat, su base mensile, sono calate dello 0,1% in valore e dello 0,2% in volume. Su base annua, le vendite al dettaglio diminuiscono dello 0,6% in valore e dell’1,8% in volume. La lieve flessione complessiva è dovuta al calo delle vendite dei beni non alimentari (rispettivamente -0,3% in valore e -0,4% in volume), mentre sono in leggera crescita quelle di beni alimentari (+0,2% in valore e +0,1% in volume).

I DATI DEL TRIMESTRE – Nel trimestre maggio-luglio 2018, rispetto al trimestre precedente, le vendite al dettaglio sono aumentate in valore (+0,5%) mentre restano stazionarie in volume. Le vendite di beni alimentari sono in crescita in valore (+0,6%) e in leggera flessione in volume (-0,1%); quelle di beni non alimentari sono in aumento sia in valore sia in volume (+0,2%).
Le vendite di beni non alimentari registrano un calo dell’1,0% in valore e dell’1,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari sono in aumento in valore dello 0,2% e diminuiscono in volume del 2,1%. La contenuta crescita tendenziale del valore delle vendite del settore alimentare è pertanto dovuta esclusivamente all’aumento dei prezzi.
Sempre a livello tendenziale, il valore delle vendite al dettaglio registra un lieve calo per la grande distribuzione (-0,1%) e una diminuzione più consistente per le imprese operanti su piccole superfici ( 1,5%). In sostenuta crescita, invece, il commercio elettronico (+13,6%).

A luglio 2018 il comparto dei beni non alimentari, commenta l’Istat, registra un calo tendenziale delle vendite che coinvolge gran parte dei settori, con poche eccezioni, tra le quali emerge quella relativa alle vendite di Elettrodomestici, radio, tv e registratori, aumentate del 5,1%. In crescita, seppure più contenuta, anche Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+1,5%) e Utensileria per la casa e ferramenta (+0,6%)”

COLDIRETTI: “RISCHIO RECESSIONE DA AUMENTO IVA” – Non si fa attendere il commento di Coldiretti che ovviamente lancia l’allarme sugli scenari, preoccupanti,  che potrebbero delinearsi in caso di aumento dell’Iva, eventualità questa da scongiurare a tutti i costi. 
Con i consumi in calo, in un contesto di ripresa già fragilissimo,  “occorre scongiurare il previsto aumento dell’Iva per non cadere in una pericolosa fase di recessione”. Così la Coldiretti commentando i dati dell’Istat sul commercio al dettaglio a luglio, con le vendite in diminuzione in valore in rispetto allo stesso mese dell’anno precedente dello 0,6%. “Ad evidenziare la situazione negativa del settore è il fatto che – sottolinea ancora la Coldiretti – a luglio a far registrare il maggior incremento tra tutte le forme distributive sono i discount alimentari che mettono a segno un balzo del 3,3% mentre calano tutte le altre, dai negozi ai supermercati fino agli ipermercati, con l’eccezione degli esercizi a prevalenza non alimentare”.

NEL MIRINO BENI DI PRIMA NECESSITA’ – Il pericolo dell’aumento dell’Iva riguarda beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie con la spesa alimentare che è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 244 miliardi ed è, dunque, un elemento fondamentale per la ripresa dell’economia, conclude la Coldiretti.

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