Commercio estero in ripresa. Export accelera a maggio

(Teleborsa) – Rialza la testa l’export tricolore a maggio dopo due mesi di passione. Lo conferma l’Istat, che ha pubblicato oggi le statistiche relative al commercio estero dell’Italia. La stima del saldo commerciale è pari a +4.149 milioni (era +4.334 milioni a maggio 2019). Diminuisce l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +7.806 milioni di maggio 2019 a +5.230 milioni di maggio 2020).

Export in rimonta verso Paesi terzi

L’interscambio commerciale dell’Italia con i paesi extra Ue27, ma maggio, ha registrato un marcato aumento congiunturale per le esportazioni (+37,6%) e una lieve contrazione per le importazioni (-2,4%).

Il forte incremento mensile dell’export è dovuto principalmente a beni strumentali (+62,9%), seguiti da beni intermedi (+27,1%) e beni di consumo non durevoli (+24,9%). Molto elevato l’aumento per i beni di consumo durevoli (+188,9%) che, tuttavia, spiega solo per circa 4 punti percentuali il rialzo congiunturale dell’export. In calo l’energia (-28,9%).

Diversamente, dal lato dell’import, si rilevano diminuzioni congiunturali per quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie, le più ampie per energia (-16,9%) e beni di consumo durevoli (-10,2%); in aumento soltanto gli acquisti di beni strumentali (+13,6%). Al netto dell’energia, l’import registra un lieve incremento (+0,3%).

Bilancio trimestre ancora negativo

Nel trimestre marzo-maggio 2020, nonostante la crescita dell’ultimo mese di rilevazione, la dinamica congiunturale dell’export è negativa (-31,5%), condizionata dai forti cali dei mesi precedenti, e sintesi di flessioni che interessano tutti i raggruppamenti; le più accentuate per beni di consumo durevoli (-54,9%), energia (-42,7%) e beni strumentali (-41,3%).

Nello stesso periodo, anche per l’import, il calo congiunturale (-26,9%) è generalizzato ed è più ampio per energia (-51,3%), beni di consumo durevoli (-49,3%) e beni strumentali (-33,5%).

Non siamo ai livelli dello scorso anno

L’export segna ancora una flessione su base annua marcata (-31%), seppur in decisa attenuazione rispetto ad aprile. La contrazione, estesa a tutti i raggruppamenti, è più ampia per energia (-57,2%), beni di consumo durevoli (-53,1%) e beni strumentali (-36,1%). Giù l’export verso paesi MERCOSUR (-51,7%), Turchia (-44,4%) e Giappone (-32,9%).

Rispetto alle esportazioni, le importazioni registrano una flessione tendenziale più accentuata (-37,9%), con forti cali per tutti i raggruppamenti, i maggiori per energia (-67,4%) e beni di consumo durevoli (-58,3%). Gli acquisti da India (-71,1%), paesi OPEC (-68,3%), Turchia (-54,2%), Russia (-45,8%) e Svizzera (-43,9%) registrano flessioni tendenziali molto più ampie della media delle importazioni dai paesi extra Ue27. In aumento gli acquisti dalla Cina (+4%).

Senza il Regno Unito

A maggio 2020, per l’area extra Ue, al netto del Regno Unito, si stima un saldo commerciale è pari a +3.183 milioni (era +3.099 milioni a maggio 2019).

L’export aumenta del 38,1% su base mensile e diminuisce del 31% su base annua. L’import registra un lieve calo sul mese (-2,5%) e un’ampia flessione sull’anno (-37,7%).

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