Commercio ambulante, la piaga dell’abusivismo: evasione da 1 miliardo di euro

La quota di operatori fuori legge è stimabile in 15 operatori abusivi ogni 100 regolari (in Campania il dato arriva al 37%)

(Teleborsa) Fase di stanca per il commercio ambulante sul quale pesa, e non poco, la piaga dell’abusivismo. Numeri da capogiro: centocinquemila operatori, un fatturato da oltre 1,8 miliardi di euro e un’evasione che sfiora il miliardo di euro. Lo dicono i dati resi noti da uno studio di Anva-Confesercenti, che segnala come questo settore sia tra i più colpiti dalla piaga delle attività illegali.

“Sono molti i segnali che inducono a non sottovalutare il fenomeno”, avverte l’associazione di categoria.

Numeri alla mano, il fatturato delle attività abusive del commercio ambulante è stimabile in 1,85 miliardi di euro (16,7% del fatturato complessivo), con un corrispondente mancato gettito fiscale e contributivo valutabile in 967 milioni di euro.

15 IRREGOLARI OGNI 100 – La quota di operatori fuori legge in prossimità dei mercati per intercettare i clienti attratti dalle aree mercatali è molto elevata, e stimabile in 15 operatori abusivi ogni 100 regolari (in Campania il dato arriva al 37%).

Il commercio ambulante in Italia è un settore che nel 2017 coinvolge 191.535 imprese, occupa 217.139 addetti, per un fatturato stimabile di circa 11,1 miliardi di euro. Più della metà delle imprese, 103mila, il 53,5% del totale, sono straniere.

TRISTE PRIMATO PER IL MEZZOGIORNO – Quasi il 50% delle imprese operano al Sud del Paese (precisamente 47,3%, la quota per le imprese del totale economia è 33,3%), area in cui incidono sul totale per il 4,5% a fronte del citato 3,1% della media nazionale, mentre al Centro Nord l’incidenza scende al 2,5%.

SPAURACCHIO BOLKESTEIN – Un comparto, quello ambulante, che vive un momento difficile destinato a  peggiorare. A pesare sugli operatori sono in primo luogo le incertezze legate alla vicenda Bolkestein, la direttiva europea recepita nel 2010 dall’Italia che, in base alla presunta scarsità di suolo, impone stretti limiti temporali alle concessioni, di cui prevede la contemporanea messa a bando.

“Un terremoto del sesto grado della scala Richter per il commercio ambulante”, spiega il Presidente di Anva Confesercenti Maurizio Innocenti. “Gli effetti dell’incertezza e della confusione normativa sono evidenti. In 10 anni, il valore delle nostre imprese si è più che dimezzato, gli investimenti crollati, i mercati sempre più accerchiati da abusivi ed incuria. Circa 7 miliardi di euro di valore economico andati in fumo, mentre noi siamo sempre più precari”.

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