Commercialisti, Moretta: “Futuro è negli emendamenti presentati al Milleproroghe”

(Teleborsa) – “Sono tre i passaggi fondamentali per delineare un futuro di collaborazione per la categoria dei commercialisti, sintetizzati negli emendamenti presentati dal Cndcec attraverso il Decreto Milleproroghe, e sostenuti dalla stragrande maggioranza dei Consigli degli Ordini. L’ampio appoggio e partecipazione manifestati dagli Ordini territoriali evidenziano la volontà di unità e di coesione per superare la situazione d’impasse”. È quanto afferma Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli commentando l’iniziativa che mira a superare lo stallo in cui oggi si trova la categoria, con le elezioni degli Ordini, scaduti a fine 2020, sospese per il mancato rispetto delle pari opportunità. Nel dettaglio due emendamenti trattano la questione delle quote di genere e dell’attività degli Ordini in prorogatio mentre il terzo mira a introdurre la figura del commercialista specializzato nell’Albo, sezione A.

“Negli ultimi giorni, non senza rammarico, – continua Moretta – abbiamo assistito, in particolare, alla presa di posizione dell’Ungdcec nei confronti delle specializzazioni, anche se apparentemente sostenute. È da stigmatizzare, infatti, ed è disfunzionale allo sviluppo della nostra categoria, sostenere una iniziativa e, contestualmente, vantarsi di averlo fatto con la molletta al naso: un’immagine manichea e incoerente. Mai come in questo momento storico i commercialisti necessitano di unità e coesione e di un utilizzo dei toni, anche nella critica, sobri e coerenti. La legittimazione delle specializzazioni può rappresentare un’opportunità per la nostra professione – sottolinea Moretta – sempre più compressa tra la concorrenza di altri consulenti, ordinistici e non, e i tentativi di moltiplicazione degli albi per allargare la presenza a terzi. Per il mercato, invece, le specializzazioni rappresenteranno una informativa qualificata, trasparente e oggettiva, per aiutare l’acquirente dei servizi professionali ad orientarsi proficuamente nella scelta del professionista più adatto”.

Sul fronte delle quote di genere, Moretta evidenzia come, a quasi 10 anni dalla Legge Golfo-Mosca, sia “opportuno riconoscere normativamente, anche nel nostro Ordinamento professionale, l’apporto delle colleghe alla guida della categoria, nello spirito del pluralismo, del dialogo democratico e della collaborazione che contraddistingue i commercialisti. Ben venga quindi l’emendamento al 139, che punta a codificare una presenza femminile nella governance dei commercialisti, sia territoriale che nazionale”.

Riguardo al primo emendamento al Milleproroghe che – spiega Moretta – “mira a definire la posizione degli attuali Consigli degli Ordini in regime di prorogatio, attraverso una legittimazione normativa che è fondamentale anche in vista delle elezioni del Cndcec”, il presidente dei commercialisti di Napoli afferma che “sono in corso delle serrate interlocuzioni tra il Ministero della Giustizia e il Consiglio Nazionale per definire se le elezioni si terranno ad aprile o in altra data. Siamo in attesa – prosegue Moretta – delle decisioni del Ministero a cui ci rimetteremo, senza se e senza ma, mettendo da parte ogni personale ambizione, in vista della coesione necessaria per lo sviluppo della nostra categoria professionale. Quando la parola tornerà alla base degli iscritti e ai Consigli degli Ordini, attraverso il voto, noi saremo pronti. Da mesi il gruppo di lavoro che mi sostiene ha intrapreso un’attività di dialogo ed ascolto dei territori iniziando a delineare le linee programmatiche del prossimo mandato. Inoltre ci stiamo preparando ad accogliere tutti i candidati più rappresentativi, espressione dei loro territori e con questi definire il medesimo programma. Se il Ministero deciderà per il 13 febbraio, noi saremo pronti a presentare la lista per condividere il processo di sviluppo della nostra categoria professionale, con idee e programmi convergenti e, soprattutto, espressione costruttiva di un processo di coinvolgimento e di indicazione dei territori, attivato da tempo e gestito nello spirito del dialogo e del confronto. Per il momento – conclude – non ci resta che lasciar lavorare la diplomazia quotidiana che rappresenta la nostra comunità professionale con fiducia”.

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