Come funziona il debito pubblico e perché è necessario ridurlo

Cos'è il debito pubblico, come funziona e quali sono i rischi in cui si incorre se non lo si riduce

Come nasce il debito pubblico? Per capire uno dei punti chiave della politica e dell’economia del nostro tempo, bisogna partire dalla genesi.

Il debito pubblico nasce quando le spese di uno Stato sono maggiori delle entrate, quindi se non si può intervenire stampando maggiore quantità di moneta, lo si fa emettendo Titoli e obbligazioni del Tesoro che vengono vendute all’asta e hanno un tasso di interesse. Lo Stato a quel punto diventa debitore.

Il debito pubblico ha uno scopo ben preciso: finanziare la spesa dell’anno in corso attraverso l’emissione di titoli di Stato. Questo, in caso di bilancio in pareggio, si può fare anche grazie alle entrate fiscali. Diversamente lo Stato attraverso i Titoli può avere quella liquidità di cui ha bisogno: nella pratica contraendo un prestito con investitori istituzionali oppure con privati. Così facendo riesce a finanziare una spesa pubblica che non sarebbe riuscito a coprire attraverso le sole entrate fiscali. Normalmente c’è un equilibrio fra titoli ed entrate fiscali.

Per capire come sta l’economia di un Paese bisogna verificare il debito pubblico e, confrontandolo con il Pil (Prodotto Interno Lordo), si riesce a capire quanto si produce e quanto si spende. E quindi quanto un Paese è capace di rientrare del debito pubblico. Se il debito pubblico è l’indicatore del rapporto tra entrate e uscite, in termini di denaro, il Pil ci fa capire quali sono le potenzialità di recupero.

Come si gestisce il debito pubblico? Innanzitutto va trovata una copertura finanziaria, poi va tenuto sotto osservazione perché il rischio è di incappare nel fallimento. L’insolvenza sovrana è un problema, che ha esempi importanti nel passato. Per l’Italia il 2010 ha segnato un momento altamente rischioso, con l’indebitamento dello Stato, ma anche quello degli enti locali che è arrivato ai massimi storici.

È importante ridurre il debito pubblico per trasmettere un messaggio di fiducia ai creditori, ma non solo. Riducendolo si riesce di fatto ad alleviare la spesa pubblica, con minori interessi e più risorse a disposizione. Infine è necessario ridurlo perché se si guarda nel lungo periodo, il rischio è quello di lasciare pesanti eredità alle generazioni future. La credibilità economica di un Paese agisce facendo diminuire o aumentare lo spread (divario tra i tassi di interesse) rispetto ai titoli di Stato esteri. Se una nazione ha poca credibilità nella gestione dei conti pubblici, sarà costretta a emettere titoli con un tasso d’interesse sempre più alto che andranno ulteriormente a incrementare il debito pubblico.

Come funziona il debito pubblico e perché è necessario ridurlo