CNPR, Sisto (FI): servono procedure e trasparenza nella gestione dei fondi europei

(Teleborsa) – “Se vogliamo contrastare efficacemente i tentativi delle organizzazioni criminali di infiltrarsi nei rapporti con la pubblica amministrazione, occorre stipulare un patto tra politica, magistratura, imprese e professioni per istituire un grande presidio di legalità. Dal ’91 a oggi, mai tanti enti locali sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa. E le attenzioni criminali inevitabilmente si rivolgeranno ai fondi che l’Europa ci ha assegnato e che saranno investiti nel PNRR”. È quanto affermato dal Sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, nel corso del forum “Covid e crisi d’azienda, come proteggere imprenditori e professionisti dal welfare alternativo della criminalità organizzata”, promosso dalla Cassa dei ragionieri ed esperti contabili. “Approfittando delle semplificazioni che inevitabilmente dovranno essere adottate per la gestione dei fondi, le mafie tenteranno di imporre il loro welfare alternativo nei confronti delle tante imprese in difficoltà e di infiltrarsi nei gangli degli enti locali per non farsi sfuggire questa ghiotta occasione – ha aggiunto il Sottosegretario – Abbiamo bisogno di certezza delle procedure e trasparenza nella gestione dei fondi europei. Solo così possiamo prevenire le infiltrazioni malavitose”.

“Europol ha segnalato da tempo come si muovono le organizzazioni mafiose dedite alla corruzione, al riciclaggio, alle frodi informatiche e ai reati finanziari – ha detto Franco Roberti, eurodeputato del Pd e componente della Commissione Giuridica – Siamo di fronte a gruppi variamenti strutturati in tutti gli stati europei. Una costante sfida allo stato di diritto in ragione della quale, tra le condizioni poste dall’Europa per l’utilizzo delle risorse economiche assegnate, vi è il rispetto dello stato di diritto nella gestione dei fondi spesi. La cooperazione giudiziaria internazionale di polizia è uno strumento indispensabile per mettere in campo azioni di contrasto efficaci”.

Anche le Procure sono in stato di allerta come testimonia Maurizio De Lucia, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Messina: “Da sempre le mafie si infiltrano nel mondo delle economie e si muovono laddove ci sono grandi crisi cogliendone tutte le opportunità. Le mafie hanno enorme quantità di denaro contante e grande esigenza di riciclarlo. La crisi è opportunità ghiotta”. Secondo De Lucia, i controlli non devono ingessare l’arrivo delle risorse e tra le soluzioni tecniche cita “la possibile estensione del 34 bis del codice antimafia, sottoponendo a controllo giudiziario le imprese senza che le stesse debbano interrompere l’attività”. Per il suo collega Stefano Pesci, Procuratore aggiunto della Repubblica presso Tribunale di Roma, per limitare la concorrenza dell’illecito è fondamentale “puntare su un sistema in grado di offrire alternative credibili” e servono “una serie di interventi per quelle imprese che, seppur in crisi, possono ottenere supporto diverso rispetto a quello del capitale di provenienza illecita”.

Il punto di vista delle aziende è stato espresso da Riccardo Di Stefano, Presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria: “Nella lotta alle infiltrazioni mafiose ci sono due punti dirimenti: liquidità e accessibilità della PA. Sul primo punto il governo è intervenuto in primis con l’estensione della cassa integrazione e poi con diverse misure come ad esempio la moratoria sui prestiti. Sull’accessibilità alla PA il decreto Semplificazioni recepisce alcune nostre richieste creando una cabina di regia per i conflitti con le amministrazioni, problema annoso soprattutto nel settore delle opere pubbliche”.

Il ruolo dei professionisti è stato evidenziato da Nunzio Monteverde (CdA Cnpr): “Il nostro sistema legislativo prevede tante norme anti usura che, però, trovano applicazione quando ormai la frittata è fatta e l’imprenditore è già fallito. Un modo diverso di vedere la crisi d’impresa può avere i suoi benefici. Siamo consapevoli che oltre alla criminalità organizzata italiana ci sono mafie transnazionali che hanno nel mirino i nuovi fondi europei destinati al Belpaese. Noi professionisti dobbiamo porre la giusta attenzione a questi fenomeni offrendo, come sempre, un contributo valido e fattivo nella lotta alla criminalità organizzata”.

Secondo Paolo Longoni (consigliere d’amministrazione della Cnpr), “bisogna strutturare metodiche da parte dello Stato che aiutino le imprese a fare questo scatto in avanti e a sottrarsi alle estorsioni, rafforzando la prevenzione delle infiltrazioni. I vari sostegni concessi finora hanno creato un effetto bolla. Sospendendo temporaneamente le insolvenze che, prima o poi arriveranno, ci troveremo di fronte a una esplosione delle crisi di solvibilità che aumenteranno in modo esponenziale. È lì che deve intervenire lo Stato per arginare la pandemia dei fallimenti”.

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