Cos’è il Cnel e come funziona

Chi compone il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro e quali sono le funzioni di un ente pubblico più volte messo in discussione?

Durante la campagna per il referendum, nel 2016, il Cnel era dato per spacciato. Oggi, contro ogni aspettativa, è risorto alla grande, con 48 nomine che il governo Gentiloni ha varato pochi giorni prima delle elezioni di inizio marzo. Ma cos’è il Cnel, e quali sono le sue funzioni?

Letteralmente, CNEL sta per Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Si tratta quindi di un ente pubblico, previsto dall’articolo 99 della Costituzione Italiana, che così stabilisce: “è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa. È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabliti dalla legge”.

Due sono dunque le sue principali funzioni: esprimere pareri (non vincolanti) – con funzione consultiva rispetto a Regioni, Governo e Parlamento – e promuovere iniziative legislative economiche e sociali che riguardino i campi di sua competenza (e da cui sono escluse le leggi tributarie e di bilancio). Il Presidente del Cnel è nominato direttamente dal Presidente della Repubblica, e presiede 10 esperti della cultura economica, sociale e giuridica, 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale, e 48 rappresentanti delle categorie produttive del settore pubblico e privato (22 rappresentanti dei lavoratori dipendenti, 9 rappresentanti dei lavoratori autonomi e delle professioni, e 17 rappresentanti delle imprese).

È un organisimo, il Cnel, in cui si trovano dunque faccia a faccia i rappresentanti dei lavoratori e quelli degli imprenditori, due categorie spesso in contrasto tra loro che, qui, collaborano insieme per il bene dello Stato. L’obiettivo con cui è stato fondato è infatti proprio quello di includere nel sistema repubblicano le masse lavoratrici, spesso estromesse dalla politica nella storia dell’Italia.

Di recente, l’utilità del Cnel è stata più di una volta messa in dubbio. Il Referendum Costituzionale voluto da Renzi, nel 2016, ne proponeva l’abolizione per questioni di razionalizzazione della spesa pubblica, ma il no ha vinto. E il Cnel oggi è più vivo che mai.

Cos’è il Cnel e come funziona