Clima, servono strategie d’investimento coerenti con transizione energetica

(Teleborsa) – I cambiamenti climatici sono uno dei maggiori rischi che incombono attualmente sui portafogli di investimento e la definizione di prospettive ad un anno potrebbe non tener conto di tali rischi a lungo termine. E’ quanto afferma Richard Lacaille, Global Chief Investment Officer (State Street Global Advisors).

Tali rischi – sostiene – non si limitano alle ormai note aziende che inquinano, ma sono virtualmente insiti in tutti i segmenti e settori di mercato. Al più alto livello, i cambiamenti climatici creano un rischio sistemico per i mercati finanziari, i quali cercano di metabolizzare l’impatto del clima sulla crescita economica, sulla società e sul mix energetico del pianeta in generale. Per gli investitori, la sfida di smaltire una quantità elevata di titoli di società potenzialmente legate all’uso di combustibili fossili sta diventando una preoccupazione sempre più urgente con l’aumentare delle pressioni a livello normativo. Un’ondata crescente di iniziative di carbon pricing avrà un impatto sulle valutazioni nei prossimi anni. Allo stesso tempo, la diminuzione dei costi delle energie rinnovabili continuerà a modificare il mix di fonti di energia, generando un rischio sostanziale per le aziende che sono fortemente dipendenti dai combustibili fossili e creando opportunità per le società dotate della flessibilità necessaria per adattarsi al cambiamento e delle conoscenze per trarne vantaggio.

Le strategie basate sulla sostenibilità climatica sviluppate da State Street Global Advisors possono aiutare attualmente gli investitori a posizionare i portafogli obbligazionari e azionari per sfruttare i trend di investimento a lungo termine creati dalla transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio. Questi approcci di investimento utilizzano un metodologia basata sulla riduzione e sull’adattamento per spostare il capitale dagli attivi a rischio verso le società che beneficeranno del cambiamento del mix energetico e maggiormente resistenti ai rischi materiali provocati dai cambiamenti climatici. Le strategie sono allineate direttamente con gli obiettivi più ambiziosi fissati dall’Accordo di Parigi del 2015, tra cui contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C rispetto ai valori dell’era preindustriale.

(Foto: © malp/123RF)

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