Claudia Maria Terzi, Assessore Infrastrutture e Trasporti Lombardia su urgenze per Regione

(Teleborsa) – Claudia Maria Terzi, di Osio Sotto, in provincia di Bergamo, classe 1974, Avvocato, dal 29 marzo 2018 Assessore a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia con delega anche per Banda Ultra Larga. In precedenza, dal 2013 al 2018 Assessore ad Ambiente, energia e Sviluppo sostenibile. Prima ancora, Sindaco di Dalmine dal 2009 al 2013.

Recentemente ha incontrato il ministro Toninelli per affrontare questioni inerenti il TPL in Lombardia. Cosa è emerso da questo incontro?

“L’urgenza era sensibilizzare il Ministro in ordine alla realizzazione della tranvia T2 Bergamo–Villa d’Almè, il cosiddetto tram delle valli che come Regione abbiamo deciso di sostenere concretamente. Il progetto è in corsa per aggiudicarsi fondi ministeriali che saranno erogati attraverso un bando che premia le opere più meritevoli. Da qui l’esigenza di perorare la causa dell’Infrastruttura lombarda. Il potenziamento della metrotranvia può rappresentare un ulteriore salto di qualità per il sistema del trasporto pubblico nel bergamasco, assicurando collegamenti efficienti e rapidi tra il capoluogo e le valli. Dal 2009, e ne è appena stato festeggiato il decennale, è attiva la tranvia T1 Bergamo-Albino che sta realizzando numeri straordinari. Bisogna dunque proseguire su questa strada. La metrotranvia bergamasca è un esperimento interessante anche perché viene recuperato il sedime delle ferrovie dismesse, ponendo rimedio a errori di valutazione commessi nei decenni passati quando, purtroppo, l’imporsi dell’auto come mezzo di trasporto privilegiato induceva, non di rado, gli amministratori dell’epoca a togliere i binari di treni e tram. Ovviamente poi, ho posto sul tavolo riflessioni di carattere più generale sul tema del TPL e delle risorse necessarie al miglior funzionamento del sistema”.

Quali i “punti” prioritari da affrontare per rendere più efficiente il servizio TPL della Regione?

“Stiamo facendo molto per rendere ulteriormente migliore l’offerta TPL della Lombardia. Penso, per esempio, al recente stanziamento di 18,7 milioni di euro per acquistare 145 autobus nuovi. Resta sul tavolo però il tema dei finanziamenti al trasporto pubblico. Il Ministero deve anzitutto confermare i trasferimenti dello scorso anno. Come Regione siamo già intervenuti coprendo con risorse nostre i costi delle prime 4 mensilità del TPL lombardo, in attesa che arrivino i fondi ministeriali. Ora aspettiamo che il Ministero scongeli la parte restante del finanziamento. Ma confido che questo venga fatto, perché i cittadini non devono subire decurtazioni del servizio come avvenuto in passato per i tagli dei precedenti Governi. Occorre però fare un passo in avanti e modificare la ripartizione delle risorse del Fondo nazionale dei trasporti: la Lombardia riceve circa il 17% degli stanziamenti a fronte di un’utenza che costituisce il 22% di quella nazionale. Questi 5 punti percentuali fanno la differenza, considerando che un riparto equo consentirebbe alla Lombardia di avere 230 milioni di euro in più a beneficio dei pendolari”.

Cosa pensa della proposta di tariffazione integrata approvata con larga maggioranza dai sindaci che fanno parte della Città Metropolitana di Milano?

“La tariffazione integrata è una riforma di Regione Lombardia, che abbiamo tutto l’interesse ad attivare sull’intero territorio. Ma senza forzare i tempi e soprattutto rispettando i passaggi tecnici che, inevitabilmente, prevede questo nuovo sistema. Nessun cittadino deve essere penalizzato da eventuali aumenti che si potrebbero verificare su alcune tratte in seguito a un’introduzione non sufficientemente calibrata della tariffazione integrata. I tecnici della Regione sono al lavoro proprio per scongiurare il rischio di distorsioni: alcune linee vedrebbero rincari non giustificati e questo non lo possiamo accettare. Comunque rilevo, a onore del vero, che quanto approvato dall’Agenzia TPL di Milano non è assimilabile al biglietto unico, dato che manca la parte ferroviaria proprio per i motivi sopracitati. La tariffazione integrata, ripeto, non si deve trasformare in un aumento dei costi per i cittadini.

Parliamo ora di Trenord. Nel novembre scorso Lei ha parlato di una stato “disastroso”. Addossava gran parte delle colpe di questa situazione al precedente Governo e a Trenitalia e RFI, che non avrebbero sostenuto investimenti adeguati. Com’è la situazione oggi?

“Quando mi sono insediata la situazione era appunto insostenibile, perché frutto di un prolungato disinteresse dello Stato che negli anni scorsi non ha sufficientemente investito in Lombardia. Trenord è una società al 50% tra Ferrovie Nord Milano (afferente a Regione Lombardia) e Trenitalia (Ferrovie dello Stato). Ebbene, Regione Lombardia ha investito 3 miliardi in Trenord (1,4 miliardi fino adesso e 1,6 per l’acquisto di nuovi treni), mentre Trenitalia ha messo solo 170 milioni di euro negli ultimi anni. Il risultato è che la flotta conferita da Trenitalia ha 32 anni di media, mentre quella conferita da Fnm–Regione Lombardia solo 9 anni. Basterebbe questo dato per descrivere il contesto in cui ci siamo trovati ad agire. Per invertire la rotta abbiamo messo in campo azioni di moral suasion nei confronti dello Stato, inducendo RFI a presentare un piano di investimenti per la Lombardia e Trenitalia a fornire a stretto giro di posta dei treni di supporto, seppur usati. Ma soprattutto abbiamo concordato con Trenord le modalità per migliorare le performance nel breve periodo. Gli interventi coincisi con il cambio orario invernale hanno determinato un aumento dell’indice di puntualità, ora abbondantemente sopra l’82%, ovvero 7 punti percentuali in più rispetto alla media precedente. E hanno determinato un calo drastico delle soppressioni, ridotte di oltre 2/3 passando dal 5% al 1,7%, da 120 a meno di 40 al giorno. Questo non significa che tutto vada bene, ma che abbiamo decisamente invertito la rotta innescando un sensibile miglioramento del servizio. E questo è certificato dai dati. Contiamo di migliorare ulteriormente dal prossimo anno, quando cominceranno ad arrivare i 161 nuovi treni acquistati dalla Regione appunto per rinnovare la flotta conferita da Trenitalia. Ricordo che il servizio ferroviario regionale lombardo trasporta quotidianamente oltre 800.000 pendolari, cifra pari al 26% del totale italiano: in sostanza la Lombardia fa i numeri di Lazio, Veneto e Piemonte messi assieme. E questo non può essere ignorato se fare valutazioni oggettive della situazione”.

Dottoressa Terzi, ritiene soddisfacente il piano degli investimenti presentato da RFI per la Regione Lombardia?

“Come ho detto in precedenza, sotto altre gestioni politiche e manageriali, la Lombardia è stata trascurata e di questo i lombardi ne hanno pagato il prezzo. Il programma presentato da RFI su nostro sollecito è un passo significativo nella direzione giusta, perché mette nero su bianco una serie di interventi di cui la rete ha estremamente bisogno. Ci sono i nuovi tracciati, i potenziamenti delle linee, ma anche le misure per gli efficientamenti di carattere tecnologico. Questi ultimi sono forse poco appariscenti, ma assolutamente strategici per rendere più sicuro e funzionale l’intero sistema. Altro grande tema è l’eliminazione dei passaggi a livello, che in Lombardia sono davvero ancora troppi e costituiscono un vulnus anche dal punto di vista della viabilità. Come Regione abbiamo co-finanziato molti interventi e continueremo a monitorare il lavoro di RFI affinchè rispetti le tempistiche annunciate”.

Sicurezza, tema che Le sta molto a cuore. In questo senso è stato approvato un protocollo d’intesa con le Forze dell’Ordine per farle viaggiare gratis sui mezzi pubblici. Crede che questo possa portare a un aumento della “sicurezza percepita” dai cittadini e di conseguenza sia da incentivo per l’uso dei mezzi pubblici?

“Per il protocollo abbiamo investito oltre 6 milioni di euro. In sostanza agenti e militari si mettono a disposizione per intervenire in caso di bisogno, comunicando preventivamente la loro posizione al capotreno o al conducente. Una misura che negli anni scorsi ha dato riscontri importanti. La presenza delle Forze dell’Ordine sui mezzi pubblici ha un effetto deterrente e, in molti casi, il loro lavoro a tutela degli utenti e del personale di bordo è stato provvidenziale. Sempre per quanto riguarda la sicurezza, i nuovi treni acquistati dalla Regione in arrivo dal prossimo anno saranno dotati di un sistema di videosorveglianza intelligente con rilevatori di comportamento anomalo, in grado di assicurare maggiore tempestività negli interventi. Chi utilizza i mezzi pubblici ha il diritto di avvertire un clima di normalità intorno a sè, non di pericolo per la propria incolumità. Le stazioni, i treni, gli autobus non devono essere zone franche in cui spadroneggiano criminali e sbandati”.

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