Chi è Claudia Bugno e perché il Movimento 5 Stelle la vuole lontana da Tria

Dopo aver ritirato la disponibilità all'incarico in STM, Claudia Bugno è nel mirino del Movimento 5 Stelle che non apprezza il possibile conflitto d'interessi e il curriculum della manager

Claudia Bugno ha ritirato la disponibilità all’incarico in STM, azienda partecipata dallo Stato, in quanto designata nel Consiglio dell’Agenzia Spaziale Italiana. Una scelta che non basta al Movimento Cinque Stelle.

Un conflitto d’interessi che non piace e che potrebbe creare frizioni nel Governo. Non è bastato a Claudia Bugno, consigliera del ministro dell’Economia Giovanni Tria, rinunciare al board di STM. Ora i Cinque Stelle ne chiedono la rimozione dal ruolo nel Ministero. Un tentativo per ora fallito vista la risposta di Via XX Settembre. Il ruolo della manager non piace al M5S che starebbe preparando un’interrogazione parlamentare anche per i rapporti non idilliaci con il ministro Tria. Ciò che non viene tollerato è il legame indiretto extra-lavorativo, dato che il figliastro di Tria è stato assunto nell’ottobre scorso dalla Tinexta spa, azienda il cui amministratore delegato, Pier Andrea Chevallard, è compagno della Bugno.

La scelta di nominare Claudia Bugno rappresentante del Ministero nel board di StMicroelectronics, un’azienda partecipata dallo Stato di componentistica elettronica italo-francese dal fatturato di oltre 9 miliardi, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. I Cinque Stelle denunciano un modo di fare «molto ruvido» da parte della donna. La manager, romana di 43 anni, è stata coordinatrice della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024 sotto il governo Renzi e poi vice president pubblic affairs di Alitalia. E i Cinque Stelle credono che la riluttanza del ministero dell’Economia a partecipare all’operazione di salvataggio della compagnia di bandiera nasca proprio dall’esperienza in Alitalia di Claudia Bugno. Ma il ruolo che più infervora il gruppo politico è quello ricoperto per due anni dalla manager nel Consiglio di amministrazione di Banca Etruria. Nello stesso periodo il vicepresidente della banca era Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena. Per quell’incarico è stata comminata una multa per mancato controllo e ora pende un ricorso presentato dalla stessa Claudia Bugno.

Intrecci che hanno fatto storcere il naso a M5S e Lega. «Tria chiarisca la sua posizione», è la richiesta avanzata da esponenti di primo piano del M5S, dalla viceministra all’Economia Laura Castelli al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, passando dal candidato presidente della commissione banche Gianluigi Paragone. Alla base c’è il presunto conflitto di interesse per l’assunzione del figlio alla Tinexta spa, ma in realtà l’attacco è portato proprio a Claudia Bugno, accusata di essersi ritagliata un ruolo eccessivamente autonomo al Mef. «Ha portato avanti per mesi posizioni molto personali, non coordinate con il resto del Governo, in maniera non trasparente e disordinata», ha attaccato ieri Castelli dalle pagine de La Stampa.

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