Cina, Stati Uniti contrari a concedere lo status di economia di mercato

(Teleborsa) – Washington ha messo in guardia Bruxelles contro la concessione alla Cina dello “status di economia di mercato”, affermando che tale concessione potrebbe mettere a rischio gli sforzi per prevenire che le aziende cinesi inondino i mercati, statunitensi ed europei, con prodotti a basso costo, in modo scorretto.  

Il raggiungimento dello status di economia di mercato (MES) presso l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) è uno degli obiettivi strategici principali della Cina. Tra i vantaggi, ci sarebbero le maggiori difficoltà per gli Stati Uniti e per l’Unione europea di imporre dazi sulle aziende cinesi che riducono ingiustamente i prezzi. 
Gli Stati Uniti sono convinti che la concessione possa “disarmare unilateralmente” le difese commerciali europee contro la Cina.

L’Europa intanto è divisa sulla candidatura di Pechino a status di economia di mercato. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha fatto sapere di essere favorevole alla concessione così come il cancelliere britannico George Osborne. Tra gli altri governi europei, fra i quali l’Italia, sono fortemente contrari perché preoccupati per le proprie industrie.

Quando la Cina entrò nella WTO, si decise che l’Unione europea, alla fine di un periodo di 15 anni, avrebbe valutato se concedere o meno a Pechino lo status di economia di mercato. Secondo le regole stabilite dall’Organizzazione mondiale del commercio, il mancato status di economia di mercato della Cina concede più spazio a Europa e USA per determinare i costi corretti di produzione per le aziende cinesi nelle indagini anti-dumping. 

“La Cina è stata ammessa alla WTO quasi 15 anni fa, con la previsione che sarebbe diventata un’economia di mercato” ha sottolineato David Martin, un eurodeputato laburista britannico del Parlamento europeo, aggiungendo che “In realtà non lo è e sarebbe sbagliato attribuirle questo status quando rispetta così pochi criteri”.

Le deliberazioni dell’UE arrivano in un momento particolarmente delicato per l’industria siderurgica europea, che ha perso un quinto della forza lavoro e che dal 2009 attribuisce molti dei suoi problemi proprio alle importazioni cinesi a basso costo. Allo stesso tempo, intenzione della Commissione è ricucire i rapporti commerciali con la Cina dopo una serie di aspre dispute, negli ultimi anni.

Tra coloro che sono a favore della concessione dello status di economia di mercato alla Cina, c’è chi pensa che tale decisione potrebbe spingere gli investimenti cinesi in Europa e promuovere il piano Juncker da 300 miliardi dedicato alle infrastrutture europee.

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