Cina, servizi al palo a marzo. Banca centrale assicura “ampi strumenti sostegno”

(Teleborsa) – E’ rimasta l palo l’attività economica in Cina a marzo, per effetto dell’impatto dell’epidemia di coronavirus, che ha continuato a pesare sul settore dei servizi anche dopo la fase più dura della crisi (febbraio). Ma la Banca centrale cinese ha promesso un ampio sostegno all’economia, confermando che ha ancora a disposizione “diversi strumenti” per sostenere la ripresa.

Il PMI del settore servizi è risalito a 43 punti, raddoppiando rispetto ai 26,5 punti di febbraio, ma confermandosi ben al di sotto della soglia chiave di 50 punti, oltre la quale si denota una espansione degli affari. Il recupero dell’indice è stato determinato dal recupero della produzione e degli ordini, ma l’occupazione è crollata ai minimi dal 2009 e le aziende hanno continuato a tagliare i costi per recuperare marginalità.

“La ripresa dell’attività economica è rimasta limitata a marzo, sebbene l’epidemia domestica fosse contenuta. Nei primi due mesi quest’anno, la produzione industriale a valore aggiunto della Cina e la produzione di servizi ha registrato un calo tendenziale rispettivamente del 13,5% e del 13%”, spiega Zhengsheng Zhong, Presidente e capo economista del CEBM Group. “Le stime suggeriscono che il loro declino non è stato così ripido a marzo – aggiunge – ma il PIL del primo trimestre del paese potrebbe esser diminuito in modo significativo. Tale situazione implica che i policymaker debbano tagliare l’obiettivo di crescita del PIL di quest’anno ed intensificare gli sforzi anticiclici a sostegno di settori come il consumo e le infrastrutture, alla luce della forte contrazione del mercato del lavoro”.

Frattanto, la People Bank of China promette l’uso di ogni strumento a disposizione per frenare la caduta dell’economia, mettendo in stand-by il tagli del taso sui depositi a causa di un’inflazione ancora troppo elevata.

Lo ha chiarito il vice governatore Liu Guoqiang durante un briefing, aggiungendo che Pechino ha a disposizione “abbondanti strumenti” di politica fiscale per stabilizzare la crescita economica. “Penso che l’impatto dell’epidemia sull’economia cinese sia temporaneo“, ha concluso.

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