Cina, la manifattura torna in zona espansione. Il terziario rallenta

(Teleborsa) – Dall’attività economica cinese, giungono segnali di recupero. Il settore manifatturiero si porta in zona espansione mentre quello dei servizi prosegue la crescita avviata a marzo, dopo aver segnato a febbraio il livello più basso dalla fine del 2008. 

Tutto ciò grazie ai ripetuti stimoli lanciati dalle autorità di Pechino e dalla banca centrale cinese. Il sostegno alla liquidità e le riforme sono serviti a scaldare la prima economia asiatica, che rappresenta un indicatore chiave dello stato dell’economia globale.

Secondo le rilevazioni ufficiali dell’Istituto nazionale di statistica, l’indice PMI manifatturiero si è attestato a 50,4 punti, nel mese di agosto, (49,9 punti il dato precedente), e sopra le attese degli analisti (49,9 punti). L’indicatore supera dunque quota 50 punti, portandosi in zona espansione. 

Nel dettaglio, il sottoindice che misura i nuovi ordini è balzato a 51,3 da 50,4 di luglio, mentre il sottoindice relativo alla produzione è salito a 52,6 da 52,1.

Meno brillanti le indicazioni fornite da Caixin Media che evidenzia un indice in stagnazione a 50 punti dai 50,6 di luglio e contro attese di consensus pari a 50,1 punti.

Quanto al settore terziario, l’ufficio nazionale di statistica mostra un indice a 53,5 punti in leggera frenata dai 53,9 di luglio.

Lo scorso agosto, l’agenzia di rating Moody’s ha migliorato la propria view sulla Cina. L’agenzia americana ha alzato le stime di crescita sul Prodotto Interno Lordo cinese (PIL) sulla scia del maxi piano di stimoli varato dalle autorità cinesi, indicando un incremento del 6,6% nel 2016, rispetto al +6,3% indicato in precedenza. Riviste al rialzo anche le previsioni relative al 2017, con il PIL visto salire del 6,3% rispetto al +6,1% precedente.

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