Cina, indagato il capo dell’ufficio di statistica. Aumentano i dubbi sull’affidabilità dei dati

(Teleborsa) – Possibile bufera in arrivo nel mondo della statistica cinese, che potrebbe far tremare il mondo intero. Negli ultimi tempi, infatti, sono in molti a monitorare le statistiche economiche della Cina, per cercare di capire se e quanto l’economia sta rallentando e quali potrebbero essere le ripercussioni sui paesi industrializzati. In forse c’è la crescita mondiale, messa a rischio anche dal recente crollo del prezzo del petrolio, che avvantaggia le imprese ma deprime il settore oil. 

Tutte queste riflessioni nascono da una notizia: il capo dell’ufficio nazionale di statistica della Cina, Wang Baoan, è stato indagato per “gravi violazioni disciplinari”, nell’ambito del programma anticorruzione creato dal presidente Xi Jinping. Non è chiaro se l’indagine sia legata al suo ruolo attuale o al suo precedente come vice ministro delle finanze. 

Recentemente molti osservatori esteri avevano ipotizzato che i dati macroeconomici cinesi non corrispondessero alla realtà, ma proprio Baoan era intervenuto per rimarcarne l’affidabilità. 

Oggi Wang ha tenuto un discorso per rassicurare la stampa straniera sullo stato di salute dell’economia cinese, dichiarando che i fondamentali rimangono solidi e che la volatilità sui mercati finanziari avrà un impatto “limitato” sull’economia. Tuttavia la piazza di Shaghai ha perso oltre il 6%.

Si attendono a giorni i dati ufficiali sul PIL 2015, visto in crescita del 6,9%, al ritmo più lento degli ultimi 25 anni.

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