Cina, il Governo calma i mercati: prolungato il divieto di vendita di azioni

(Teleborsa) – Il Governo cinese si appresta a varare regole più stringenti per prevenire nuovi panic-selling sui mercati domestici.

Shanghai Securities News fa sapere che le autorità di mercato prolungheranno il divieto imposto a grandi società ed investitori di vendere azioni in attesa del varo di misure permanenti.

Il divieto, introdotto a luglio per frenare le speculazioni che in poco tempo avevano fatto perdere alla Borsa di Shanghai il 45% del proprio valore, scadrà l’8 gennaio.

Questo termine, secondo molti analisti, è stato, assieme ai deludenti dati sul PMI manifatturiero della Cina, uno dei motivi che hanno scatenato il sell-off di lunedì.

Si teme infatti che le piazze cinesi siano “invase” dai titoli che molti investitori sono stati costretti a tenere in portafoglio loro malgrado.

Sembra però che Pechino abbia alla fine deciso di prolungare il suddetto divieto fino a quando non saranno varate in modo permanente norme stringenti sulla vendita di pacchetti da parte dei maggiori azionisti.

Il quotidiano di Stato cinese afferma che probabilmente sarà reso permanente l’attuale divieto che inibisce le vendite a tutti gli investitori che detengono almeno il 5% di azioni negoziabili di una società.

Ma gli interventi delle autorità non si fermano qui: ieri la Banca Centrale Cinese ha fissato il tasso di cambio dello yuan ai minimi di cinque anni, una mossa chiaramente indirizzata all’indebolimento della divisa domestica per rivitalizzare l’export.

Poco prima l’Istituto aveva iniettato nel sistema finanziario 130 miliardi di yuan (pari a poco meno di 20 miliardi di dollari) attraverso un’asta a breve termine.

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