Cina e Arabia Saudita mandano a picco il petrolio. Brent ai minimi di 11 anni

(Teleborsa) – Si preannuncia un’altra giornata da incubo per il petrolio.

Stamane le quotazioni dell’oro nero sono di nuovo in forte calo, con il Brent ai minimi da 11 anni.

A scatenare la nuova ondata di vendite i timori per un forte rallentamento della Cina alla luce delle ultime statistiche sulla produzione, e le tensioni tra Iran e Arabia Saudita.

A peggiorare un sentiment già molto negativo anche la notizia del primo test di una bomba all’idrogeno da parte della Corea del Nord.

Quanto alla Cina, come noto la seconda economia al mondo è un importante consumatore di prodotti energetici. Un calo della domanda cinese andrebbe dunque ad accrescere i timori per un eccesso di fornitura che stanno da tempo mettendo in ginocchio il settore.

Quanto alla situazione tra Arabia e Iran, l’escalation delle tensioni tra i due Stati potrebbe generare anche una sorta di guerra sul petrolio.

Guerra che sembra iniziata: ieri Riad ha annunciato a sorpresa un netto taglio dei prezzi del petrolio venduto ai clienti europei. Un segnale importante nei confronti dell’Iran che, grazie all’allentamento dell’embargo seguito all’accordo sul nucleare, presto potrà aumentare le esportazioni di oro nero.

Altro elemento di pressione potrebbe arrivare oggi pomeriggio con i dati sulle scorte di greggio negli Stati Uniti.

In questo momento i futures sul Wti in scadenza a febbraio  cedono 99 centesimi a 34,98 dollari al barile mentre quelli sul Brent, stessa scadenza, cedono 1,29 dollari a 35,13 dollari al barile.

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