Cina, accoglienza tiepida e distaccata al TPP

La Cina ha tiepidamente accolto la conclusione dell’accordo TPP, Trans-Pacific Partnership, che accomunerà 12 paesi dell’area del Pacifico, nella legislazione sugli scambi commerciali, tagliando le tariffe commerciali e fissando norme comuni nei paesi membri, tra cui il Giappone e gli Stati Uniti.

La Cina ha detto che mostrerà “apertura a qualsiasi meccanismo” che segua le regole del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, ma non ha detto se si unirà al TPP, che deve ancora essere ratificato dai parlamenti di ogni Paese che vi ha aderito.

La Cina, che non ha mai preso parte ai negoziati, ha annunciato un proprio accordo commerciale che potrà rivaleggiare con quello concluso ieri negli Stati Uniti.

L’accordo per definire il TPP, che coprirà circa il 40% dell’economia mondiale, è stato raggiunto ieri dopo cinque giorni di colloqui a Atlanta, a conclusione di un iter negoziale in atto dal 2008.

Il Ministero del Commercio cinese ha definito il TPP “uno dei principali accordi di libero scambio per la regione Asia-Pacifico”, secondo una dichiarazione raccolta dall’agenzia di stampa cinese Xinhua. “La Cina spera che il patto di TPP e altri accordi di libero scambio nella regione possano contribuire al commercio tra l’Asia e l’area del Pacifico che possa portare nuovi investimenti e una maggiore crescita economica”.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Cina, accoglienza tiepida e distaccata al TPP