Charter vacanze e voli religiosi: un anno per la ripresa

(Teleborsa) – Il trasporto aereo prova a riorganizzarsi, mentre incombe la stagione turistica che vede fortemente in crisi l’attività legata ai pacchetti turistici legati ai voli charter. L’emergenza coronavirus e le chiusure prolungate delle frontiere di alcuni Paesi, come pure l’imposizione di quarantene obbligatorie, hanno impedito di programmare un’offerta di voli e destinazioni paragonabile a quella degli anni scorsi.
Una delle compagnie aeree maggiormente coinvolte dalle conseguenze è la spagnola Albastar, interamente a capitale privato, con sede a Palma di Maiorca, costituita nel 2010. Oltre ai servizi di linea e charter, in partenza dai principali aeroporti spagnoli e italiani verso le più rinomate destinazioni vacanziere di Mediterraneo, Mar Rosso, Isole Canarie, Medio Oriente, Nord Africa, in collaborazione con i maggiori tour operator italiani, spagnoli ed europei. Albastar si è affermata anche come compagnia aerea leader per i collegamenti verso mete di pellegrinaggio, come Lourdes. Gli aeromobili di Albastar sono basati all’aeroporto di Palma di Maiorca, in Spagna, e in Italia, negli scali di Milano Malpensa e di Milano Bergamo. Teleborsa ha analizzato la delicata situazione con Giancarlo Celani, chief commercial office and deputy ceo della compagnia aerea Albastar.

La ripresa del traffico aereo avviene a ridosso dei mesi estivi, quando si intensifica la programmazione dei voli charter. Qual è la situazione alla luce dell’emergenza coronavirus?

La nostra società vive prevalentemente di attività charteristica, di voli on demand, concentrati prevalentemente nella stagione estiva. Sicuramente la situazione che stiamo vivendo in questo momento ha creato un crollo quasi totale del fatturato e delle attività charteristiche, non sono in Italia ma in tutta Europa. E’ ovvio che il concetto di charter o volo incentive vive di aggregazione sociale, di passeggeri trasportati nei villaggi o che vanno a vivere una convention con le rispettive imprese. Tutto ciò è proprio l’antitesi del distanziamento sociale che stiamo vivendo. Sicuramente nei prossimi mesi questa attività resterà decisamente ai livelli minimi. Direi che per la ripresa dobbiamo aspettare almeno 12 mesi. Tutta la filiera è stata colpita da questo evento straordinario. Tour operator, la parte alberghiera, chi svolge attività turistica, deve vivere questo momento con assoluta tranquillità e cercare di aspettare tempi migliori, diversificando le attività.

Albastar è la prima compagnia europea nei voli su Lourdes. Quali prospettive per il turismo aereo religioso?

Negli ultimi due anni la compagnia ha effettuato più di 500 voli da e per Lourdes da tutta Europa, prevalentemente da Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Belgio, Germania e Olanda. E’ ovvio che, anche in questo caso, la chiusura delle attività in Europa, in particolare in Francia, ha bloccato tutte le attività charteristiche legate alle mete di pellegrinaggio. Quello che abbiamo messo in atto con tutti i partner e le associazioni è una ripresa dei voli il 17 agosto con l’obiettivo l’intento di prolungare la stagione dei pellegrinaggi almeno fino all’8 dicembre. È stato trovato un accordo anche con tutte le istituzioni e le organizzazioni, sia a Lourdes che in diversi Paesi europei. Inizieremo i nostri voli di linea da Roma verso luglio dal 17 agosto.

Le misure a sostegno del trasporto aereo contenute nel Decreto Rilancio riguardano le compagnie con sede in Italia. Cosa vi preoccupa, in particolare?

Proprio uscita del decreto è stata creata un’associazione dei vettori low fares che coprono in Italia il 60-70% del traffico nazionale. Mi riferisco a Ryanair, easyJet, Vueling, Volotea, Blue Air. Devo essere onesto. Questo decreto ci lascia molto perplessi su alcuni punti. Il Decreto Monti del 2010 ha definito bene il concetto di stabile organizzazione in Italia e quindi la corretta valutazione per i vettori europei che operano sul territorio italiano di aprire una stabile organizzazione in Italia con pagamento di contributi e tasse. Imporre oggi con un decreto l’applicazione dei contratti di lavoro nazionali o il volere dare aiuto di Stato a tutte le compagnie italiane, senza tenere conto di quanti già possiedono una stabile organizzazione in Italia, lo riteniamo assolutamente non corretto. Non condivido i toni utilizzati dei vertici di Ryanair ma ne condividiamo in pieno le motivazioni e le note da loro espressi nei confronti sia del governo che del ministero dei trasporti. Vedremo come va a finire questa situazione, sicuramente difficile da condividere.

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