CGIL, cresce il tempo determinato e part time, falsa crescita occupazionale

(Teleborsa) – Nel secondo trimestre dell’anno il numero di occupati ha superato il livello dei corrispondenti tre mesi del 2008 (+283mila unità). È cambiata tuttavia in modo sostanziale la composizione dell’occupazione, questo è quanto affermato da uno studio dalla CGIL. I dipendenti full time a tempo indeterminato sono calati di 544mila unità, così come calano gli indipendenti (-581mila nel tempo pieno e -51mila nel part time).

Crescono invece tra i lavoratori dipendenti sia i part time (+732mila a tempo indeterminato e +385mila a termine) che i tempi determinati (+726mila in totale, di cui circa il 50% ricompresi nel part time).

Per il lavoro dipendente, lo scarto residuo è del -0,8% in presenza però di un numero decisamente maggiore di occupati rispetto al 2008 (oltre 900mila) e, quindi, con un consistente minor numero di ore effettive pro capite, mentre dovrebbero essere più alte.

Lo stock di dipendenti a tempo determinato è cresciuto fino a oltrepassare nel 2018 quota 3 milioni, livello superato anche nel 2019. La percentuale sui dipendenti risulta nel secondo trimestre dell’anno superiore alla media Eurozona (17,2% contro il 15,9%).

(Foto: Max Larochelle on Unsplash)

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