CGIA, erogati alle imprese 64,7 miliardi ma serve intervento su costi fissi

(Teleborsa) – Aiuti diretti per 64,7 miliardi di euro alle imprese ed ai lavoratori autonomi. Sono queste le risorse stanziate dai governi Conte e Draghi in questo primo anno di pandemia, in buona parte ancora da erogare e spesso di importo inadeguato a compensare i costi fissi. E’ quanto calcolato dall’ufficio studi della CGIA, secondo cui gli imprenditori hanno ricevuto sinora 27 miliardi di euro, gli altri 38 miliardi di euro circa saranno pagati nei prossimi mesi. Di questi ultimi 24 sono riconducibili alle misure introdotte con la legge di Bilancio 2021 e 11 alle disposizioni previste dal decreto Sostegni.

Analizzando le voci principali, spiccano i 22,8 miliardi di contributi a fondo perduto stanziati complessivamente ed i 9,2 miliardi di decontribuzione Inps in capo alle aziende in caso di assunzione. Solo per l’anno in corso sono inoltre disponibili 6,3 miliardi di credito di imposta per far ripartire gli investimenti, 5,1 miliardi di sgravi per la sanificazione dei locali/canoni di locazione e 3,9 miliardi di taglio dell’Irap applicato l’anno scorso. Infine, è di 13,7 miliardi la voce altri interventi che include i ristori al settore fiere e congressi; aiuti alla filiera agricola, pesca e acquacoltura; riduzione bollette elettriche, ecc.

Da rilevare anche che la cifra complessiva di 64,7 miliardi, pur costituendo in valore assoluto “un importo molto rilevante”, rapportata ai circa 350 miliardi di euro di contrazione del fatturato nel 2020, “compensa” solo il 18,5% dei mancati ricavi totali.

Per l’associazione di Mestre che rappresenta PMI ed artigianato è ora di un “cambio di registro”, in particolare servono aiuti più “pesanti” e copertura dei costi fissi – affitti, assicurazioni, bollette ecc. – come fanno in Francia e in Germania che da mesi hanno recepito le nuove disposizioni introdotte dall’UE in materia di aiuti di stato alle imprese.

“Se i nuovi aiuti saranno stanziati con una certa continuità e con dimensioni economiche accettabili almeno fino alla fine di quest’anno”, sottolinea la CGIA ” possiamo ancora farcela, altrimenti, rischiamo una chiusura generalizzata di tante botteghe artigiane e di altrettanti piccoli negozi commerciali che provocherà la desertificazione sia dei centri storici sia dei quartieri periferici”.

L’Ufficio studi della CGIA ha fatto anche una simulazione dell’ultimo decreto Sostegni, rilevando che l’importo del ristori è davvero minimo: per un bar che nel 2019 ha fatturato 90 mila euro e a causa della pandemia l’anno scorso ha perso il 50 per cento del fatturato, l’importo riconosciuto nelle prossime settimane sarà di 2.250 euro, praticamente il 5 per cento della perdita; un albergo che nel 2019 ha fatturato 500 mila euro e nel 2020 ha visto contrarsi lo stesso del 60 per cento, riceverà 10 mila euro, “coprendo” il 3,3 per cento delle perdite; una azienda tessile con un fatturato 2019 di 7 milioni di euro e una perdita avvenuta nel 2020 del 35 per cento, verrà riconosciuto un indennizzo di 40.833 euro, che compenserà solo l’1,7 per cento delle perdite.

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